La pace con l’assassino di Navalny

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L'accusa dell'Occidente: Navalny è stato assassinato

Navalny è solo l’ultimo di una lista che va da Anna Politkovskaya a Boris Nemtsov, e scusate se addebito agli sgherri di Putin anche l’assassinio del reporter di Radio Radicale Antonio Russo nel 2000 in Georgia. Forza, dunque, concediamo una via d’uscita onorevole al guappo del mandamento del Cremlino, non umiliamo il rapitore di bambini ucraini, non turbiamo il macellaio di arabi nonché sodale di Hamas, non offendiamo il diffusore seriale di caos nel mondo libero, non indispettiamo il finanziatore di ogni movimento fascista europeo e occidentale, non insolentiamo l’alleato degli ayatollah iraniani che uccidono le ragazze che si sciolgono i capelli, non facciamo irritare l’imperialista che cancella gli omosessuali nel suo paese e bombarda i civili in Ucraina nel tentativo di ripetere un genocidio culturale già riuscito ai suoi predecessori (...) La Russia è Putin, forse è anche peggio di Putin, perché culturalmente è ancora quella imperialista degli zar e dei sovietici, e su questo concentrato di fascismo messianico e suprematista Putin ha addestrato le nuove generazioni del suo paese. E con loro anche gli utili idioti del nostro. Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

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Elezioni del 2024, conseguenze per tutto il mondo

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2024, un anno fondamentale per la democrazia nel mondo

Il 2024 è l’anno delle elezioni europee (9 giugno) e soprattutto del voto americano (5 novembre). È improbabile che l’Europa cambi assetto politico, l’avanzata delle forze eversive pare sia sotto controIlo, anche se non è da sottovalutare (...) C'è la possibilità che nel frattempo il palazzinaro preferito da Vladimir Putin, già due volte sottoposto alla procedura di impeachment e salvato da un voto politico espresso da quello che una volta era il Partito repubblicano, possa essere condannato due o tre volte, se non di più, e magari impossibilitato a fare campagna elettorale, ma vai a sapere che effetto potrebbe avere un'eventuale sentenza di colpevolezza su quei picchiatelli del Make America Great Again. A novembre, in gioco non ci sarà solo la Casa Bianca, ma il futuro dell'America, e con l'America anche del resto del mondo, Ucraina, Europa, Medio Oriente, e noi. Il commento di Christian Rocca su LInkiesta.

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Come far pagare a Putin la guerra imperialista all’Ucraina

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L'Ucraina, grazie, all'Occidente, ha resistito, ma non basta, occorre fare di più

La Russia ha invaso illegalmente l’Ucraina e ha commesso crimini contro l’umanità, nessuno può negare questi drammatici fatti, tranne che in Corea del Nord, tra gli ayatollah sciiti che uccidono le donne colpevoli di sciogliersi i capelli e nei talk show italiani che fanno una grottesca parodia del discorso pubblico (...) L'Europa, gli Stati Uniti e gli altri stanno aiutando, ma con maggiori difficoltà e lentezze di prima, intanto perché l'attenzione geopolitica del mondo si è spostata sul quadrante mediorientale, dove gli alleati di Putin – Iran e Hamas – hanno organizzato una caccia agli ebrei che non si vedeva dai tempi dei loro precursori nazisti («loro» qui è inteso come di Iran, di Hamas e anche di Putin) (...) La presidenza spagnola del semestre europeo ha già proposto di usare questi 300 miliardi per aiutare l'Ucraina, mentre il nuovo ministro degli Esteri britannico David Cameron ha appena detto che è doveroso farlo e che non ci sono impedimenti giuridici o morali sufficienti a sostenere il contrario. Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

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