Vergogne italiche e oltre

Vergogne italiche e oltre

     Gli “alleati” non sbarcano nel Mediterraneo, ma le sue navi e aerei lo hanno "invaso". Il termine è obbligatorio, salvo cedere all'ipocrisia. Isole blindate, porti assediati, spazi aerei chiusi, aerei costretti a cambiare itinerari. Chi sono costoro? Forse dei Cinesi, Marziani, Alieni? No, sono le forze armate, navali e aeree della famigerata NATO, fossile radioattivo e devastante che, anziché estinguersi, si è invece ingigantito e ha proliferato come un cancro. La cosa surreale è che alle esercitazioni e all’invasione dei porti, come quello di Cagliari, partecipano anche unità della marina e aviazione italiana. 

     Il colmo del grottesco: l’Italia si auto-assedia. Succube, come lo era un tempo della Germania nazista e delle megalomanie mussoliniane. Se non fosse una vergogna, sarebbe surreale.

     Di fronte a un fatto così inaudito, ci sarebbe da attendersi che l’evento sia perlomeno menzionato dalla stampa italica. Ma i titoli di testa di quotidiani come La StampaLa Repubblica o Il Corriere della Sera, parlano di tutt’altro, non ne accennano minimamente. I soliti pettegolezzi pseudo politici da quotidiani di provincia. Oscurità completa. La cospirazione del silenzio, analoga a quella che in Gran Bretagna circonda il Brexit: vietato parlarne, sia a Westminster che alla Bank of England, anche se gli effetti negativi, economici, commerciali, burocratici e sociali del Brexit sono ormai palesi e minacciano di aggravarsi in futuro. Il parallelo di tale omertà con quella che circonda i disastri provocati dalla Nato in quest’ultimo anno horribilisè difficile da respingere.

      L’ostinazione, la miopia e la stupidità con cui le nazioni europee appartenenti alla NATO stanno partecipando alle cosiddette “esercitazioni deterrenti della difesa (sic) europea” sono l’ennesimo regalo-inchino a un’America sempre più destabilizzante e guidata da un presidente farfugliante e che a stento si trascina sulle gambe. Guarda caso, proprio l’ex-candidata presidenziale Tulsi Gabbard ha in questi giorni paragonato Joe Biden a Hitler, accusando i Democratici di essere “a cabal of warmongers“ (una cricca di guerrafondai). E la signora non è né russa né cinese, ma americana…      

      La cosa ironica è che sono Paesi con una fedina penale non molto democratica ad opporsi agli Stati Uniti. Lo schiaffo saudita dell’aumento del prezzo del gas riservato all’America proprio alla vigilia delle elezioni di novembre ne è un esempio. Un altro schiaffo era stato un altro “no” saudita alle richieste di Joe Biden, andato in pellegrinaggio a Riyadh (Canossa?) a mendicare un aumento della produzione  petrolifera per mitigare l’aumento di prezzi che rischia di diventare un fattore negativo determinante nelle prossime elezioni di novembre. Ma anche l’India, nonostante le recenti accoglienze trionfali riservate da Washington al suo ministro della difesa, continua imperturbata ad acquistare sempre più petrolio russo. 

      Se le classi politiche della maggior parte dei Paesi della UE, ad esclusione dell’Ungheria, della Serbia e recentemente anche dei Paesi baltici, che sembrano averci ripensato sull’ingresso nella NATO, continuano a rimanere rovinosamente intrappolate nel miraggio “dell’alleanza” e nel suo disastroso parto ucraino, una reazione sta tuttavia emergendo a livello popolare. Per la prima volta, dalla Germania alla Francia, all’Italia e alla Repubblica Ceca, imponenti manifestazioni popolari fanno risuonare lo slogan °”No alla NATO”. Non è molto, il rifiuto è ancora viscerale e istintivo, ma intanto suggerisce la diffusione una sorta di presa di coscienza che fino a questo momento era assai limitata ed attribuita ai soliti ignoti. 

      La colossale esercitazione militare (in sostanza, americana) nel Mediterraneo e nell’Europa occidentale come supposto segnale all’orso russo non solo è pateticamente anacronistica ma anche pericolosa e assurda. Anacronistica perché la seconda guerra mondiale è finita da un pezzo. Pericolosa perché le esercitazioni sono di tipo nucleare a non molta distanza da una potenza nucleare sempre più sospinta al muro e sempre più circondata da una moltitudine di eserciti e apparati di difesa. Assurda, perché “le piazze” stanno iniziando a parlare. E qui, a proposito di piazze, c’è da chiedersi se il presidente francese stia interpretando saggiamente quelle parigine, che dicono basta alla Nato mentre lui sta inviando nuove armi all’Ucraina. Le folle di varie nazioni europee che questi giorni stanno manifestando contro la NATO e le politiche della UE sembra stiano finalmente comprendendo l’enormità del perverso circolo vizioso di cui sono rimaste vittime.  Esso è contenuto nella seguente rovinosa spirale: allargamento Nato>incoraggiamento demenziale al nuovo regime ucraino Ucraino>intervento russo>demenziali sanzioni-boomerang dettate dagli Stati Uniti>demenziali invii di armi>prolungamento conflitto>congelamento forniture di gas russo a buon prezzo>forniture di gas americano a prezzi triplicati>stretta energetica>inflazione>recessione. Il percorso non fa una grinza, ma i suoi effetti sono disastrosi e tutti i responsabili fanno finta di essere innocenti.

      Che quindi, nonostante i disastri palesi provocati dall’esistenza stessa, aggressività e protervia della NATO e dei suoi accoliti di mezza tacca, ancora oggi si stiano conducendo esercitazioni delle portata sopra menzionata e per giunta nucleari, ciò conferma che l’unico modo per l’Europa di sopravvivere sanamente non può essere se non quello di licenziare in tronco - ipotesi forse troppo ottimistica e fantasiosa ma legittima - la maggioranza dei suoi esponenti politici e cambiare pelle e amicizie. Quelle attuali non stanno giovando alla sua salute. La stanno corrodendo.

      Riusciranno le manifestazioni popolari ad imporre un simile cambiamento di indirizzo?

Antonello Catani, 19 ottobre 2022

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