Le elezioni europee e la risposta giusta alla guerra ibrida di Putin

  • Pubblicato in Esteri

La Russia di Putin si esercita da anni nel creare disinformazione

La polizia tedesca ha arrestato due cittadini russi accusati di pianificare per conto dei servizi segreti di Mosca un attacco esplosivo ai siti industriali e militari di Bayreuth, nel sud est della Germania, in modo da interrompere il flusso di aiuti bellici all’Ucraina. Il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, ha detto che non consentirà a Putin di «portare il terrore in Germania» (...) Il progetto del Cremlino svelato dal Post è la codificazione della guerra ibrida contro il mondo libero. I pilastri della strategia sono la sottomissione dell'Ucraina a colpi di missili, droni e artiglieria, l'indebolimento degli avversari occidentali con la diffusione di menzogne di ogni tipo e lo sfruttamento della guerra in corso per creare un nuovo ordine mondiale senza il dominio statunitense (...) Un'occasione formidabile per spiegare che cosa sta succedendo, e per parare altre bordate propagandistiche Made in Russia, è il voto europeo dell'8 e 9 giugno. I partiti e liste europeiste sono le più attrezzate a guidare questo dibattito, anche se i nomi di alcuni candidati di spicco del Pd sono imbarazzanti, almeno fuori dalla circoscrizione della Kamchatka o dal collegio dei talk show televisivi. Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

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La sventura dell’elettore antipopulista alle Europee

Grande confusione nel centro moderato della politica italica

La strada per la nascita di un soggetto politico nuovo e forte a quel punto sembrava spianata, in particolare quando il Partito democratico ha deciso di abbandonare il passo riformista eleggendo come segretaria Elly Schlein, una giovane e vibrante donna non appartenente al Pd, una dirigente politica che addirittura avrebbe voluto occupare il Pd, cosa che poi effettivamente ha fatto anche grazie agli elettori dei Cinquestelle invitati a votare per lei alle primarie di un partito altrui (...) Che cosa dovrà fare, dunque, un elettore contrario al bipopulismo perfetto italiano il 9 giugno prossimo venturo? Una strada è quella di scegliere comunque Renzi o Calenda, chi dei due lo convince di più o che lo ha fatto imbestialire di meno, ma incrociando le dita e mettendo in conto la possibilità di sprecare il voto (...) Un'altra strada è quella di dimostrare rumorosamente la disaffezione e la stanchezza per le liti adolescenziali e farsi prendere dalla tentazione di scegliere dentro il Pd, l'unico partito costituzionale degli ultimi vent'anni, quei candidati liberal occidentali come Giorgio Gori, Irene Tinagli, Pierfrancesco Maran al Nord e Pina Picierno al Sud. Il commento di Christian Rocca su Linkiesta

 

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Un’alternativa liberal alla Meloni è possibile

Giorgia Meloni non è invincibile! Il voto in Sardegna lo dimostra

Il successo acrobatico in Sardegna dell’alleanza Pd-Cinquestelle, pur con meno voti rispetto al centrodestra e con il consenso dei grillini ridotto di due terzi rispetto alle elezioni politiche di un anno e mezzo fa, assieme alla tragicomica performance di PiuEuropa e Azione, incredibilmente alleati con comunisti e anti Nato ma non con Renzi, ha riacceso la speranza delle opposizioni di poter battere a livello nazionale la destra di Giorgia Meloni, e ha riaperto il dibattito sulle alleanze nel campo progressista per costruire l’alternativa al governo. Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

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