Milena Gabanelli e Mario Gerevini hanno pubblicato sul Corriere della Sera nel quale affrontano il tema del Piano Casa promesso da Giorgia Meloni. Dovrebbe garantire alloggi a prezzi calmierati in cambio di maggiori cubature. L’anomalo affare di Mario Abbadessa con capitali di Stato. Il peso del 15% concesso al fondo sovrano di Abu Dhabi.
Scrivono Gabanelli e Gerevini: ”Il Piano casa, diventato legge il 2 luglio, è un intervento pubblico che affronta in maniera strutturale il deficit residenziale soprattutto nelle grandi città: prevede la realizzazione di 100 mila abitazioni in 10 anni, con 10 miliardi di risorse pubbliche a cui si aggiungeranno gli investimenti privati. La logica è quella dei tre pilastri: 1) recupero di 60 mila abitazioni popolari; 2) fondo housing gestito da Invimit, destinato all’edilizia sociale per chi non ha diritto alla casa popolare, ma non ce la fa ad affrontare i prezzi di mercato; 3) edilizia convenzionata con agevolazioni e incentivi ai grandi capitali privati (almeno un miliardo): più edificabilità, tempi autorizzativi più brevi, concentrazione dei permessi, possibilità di superare alcune previsioni urbanistiche, minori costi”.
E proseguono: ”Il Piano casa «si fidanza» con il giovane e assai quotato manager Mario Abbadessa (…) Il Piano casa è un intervento pubblico di grande portata sull’emergenza abitativa, ma come primo risultato sta facendo fare ottimi affari a un manager-imprenditore «commissariato» da un fondo arabo”.
E infine: ” Il 28 gennaio c’è stata un’interrogazione parlamentare dopo indiscrezioni di stampa su Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e il fondo sovrano di Abu Dhabi, Mubadala, pronti ad affidare un miliardo a due fondi di Abbadessa senza gara e con presunte elevate commissioni. 23 febbraio, nasce a Milano la ADD Capital srl, la piattaforma di Abbadessa, intestata, all’inizio, a uno del suo team in Hines. 3 marzo, Abbadessa si dimette da Hines. Tra il 27 marzo e i primi di aprile nascono in Lussemburgo i fondi ADD Italy Living dedicato al Piano casa e ADD Value per il mercato europeo. L’infrastruttura societaria è pronta. 2 aprile Abbadessa sale al 92% della milanese ADD Capital, la cabina di regia. Il 30 aprile, via libera al decreto legge Piano casa. Giorgia Meloni spiega che il terzo pilastro coinvolgerà «robusti investimenti privati, non fondi pubblici». E poi su X: «Investimenti privati nell’edilizia abitativa, con procedure più veloci e semplificate, ma a una condizione chiara: almeno il 70% degli alloggi realizzati dovrà essere destinato a chi è in difficoltà, con prezzi di vendita o di affitto ridotti del 33% rispetto ai valori di mercato».
Il contesto del Piano Casa: è un intervento pubblico volto a fronteggiare il deficit residenziale nelle grandi città, con l’obiettivo di realizzare 100.000 abitazioni in 10 anni grazie a 10 miliardi di risorse pubbliche e a investimenti privati. Si basa su tre pilastri: il recupero di 60.000 case popolari, un fondo housing gestito da Invimit per l’edilizia sociale e l’edilizia convenzionata con agevolazioni per attrarre almeno un miliardo di capitali privati (maggiori cubature, tempi più brevi e minori costi) a
Il ruolo di Mario Abbadessa: l’ex capo del gruppo immobiliare Hines in Italia ha lasciato l’azienda per mettersi in proprio e creare la piattaforma ADD Capital (cabina di regia) e i fondi lussemburghesi ADD Italy Living (dedicato al Piano Casa) e ADD Value. Tra gennaio e luglio, in soli quattro mesi, la raccolta ha raggiunto la cifra record di 2,3 miliardi di euro (di cui 1,1 miliardi in ADD Italy). Il 5 agosto il Consiglio dei ministri ha dichiarato il programma di ADD Italy di «preminente interesse strategico nazionale».
La natura dei capitali (“privati” fino a un certo punto): nonostante Abbadessa definisca il veicolo interamente privato, gran parte dei fondi proviene da enti controllati dallo Stato italiano o da governi esteri:
Cassa Depositi e Prestiti (CDP) (controllata all’83% dal MEF) e la sua controllata CDP Real Asset hanno destinato 425 milioni complessivi (200 milioni ad ADD Italy).
Mubadala, il fondo sovrano di Abu Dhabi.
Altri investitori pubblici o para-publici coinvolti o circolati includono il Credito Sportivo (controllato all’80% dal MEF) e Poste Italiane con Poste Vita (con una previsione di investimento di 600 milioni, di cui 400 milioni destinati ad ADD Italy).
Il peso anomalo e il potere del fondo di Abu Dhabi: il 6 maggio il fondo arabo Mubadala è entrato con una quota del 15% in ADD Capital tramite un atto notarile che impone condizioni rigidissime e un forte potere di blocco:
Lo statuto prevede che decisioni chiave (modifiche statutarie, variazioni di capitale, acquisizioni o cessioni di immobili e prestiti, gestione di contenziosi e trasferimenti di quote) non possano essere approvate senza almeno il 90% del capitale, conferendo di fatto a Mubadala un potere di veto con il suo 15%.
Il fondo di Abu Dhabi ha inoltre diritto a nominare un “osservatore” speciale all’interno del consiglio di amministrazione, con accesso a tutti i documenti e facoltà di intervento su budget, business plan e accordi relativi a nuovi fondi.
19 ottobre 2026





