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Economia

Il debito pubblico italiano monstre

Il debito pubblico italiano aumenta al ritmo pazzesco di 1 miliardo di euro al giorno. I media non ne scrivono come se non fosse un grande problema. E invece lo è. Il governo deve cercare ogni anno di finanziarsi e questo comporta oneri per il debito contratto per circa 100 miliardi di euro l’anno, soldi che potevano essere preziosi per la sanità, gli aiuti alle imprese in difficoltà, l’istruzioni, i lavori pubblici, pensioni e quant’altro.

Cerchiamo di fare una radiografia della situzaione dell’Italia sonno questo profilo

Ecco una radiografia aggiornata e ragionata della situazione del debito pubblico italiano sul piano che ti interessa — cioè quanto pesa sul bilancio dello Stato, quanto cresce e perché, e perché questo tema è davvero un nodo economico e politico (anche se non sempre trattato con la stessa enfasi dai media).

Principali sviluppi sul debito pubblico italiano

1) Quanto è grande il debito pubblico italiano oggi

  • Alla fine del 2025 il debito pubblico delle amministrazioni italiane era circa €3.095 miliardi, un nuovo record storico.
  • Cresce di centinaia di miliardi all’anno e, guardando i dati mensili del 2025, spesso di oltre €100 miliardi l’anno, cioè oltre €300 milioni al giorno in media… anche se la cifra “€1 miliardo al giorno” è più una proiezione simbolica che una statistica contabile ufficiale.
  • Il rapporto debito/PIL — che misura quanto è grande il debito rispetto all’economia — è tra i più alti dell’eurozona, stabilmente attorno al 135-138% del PIL e in alcune proiezioni verso il 140% o più nei prossimi anni.

Per confronto: un rapporto sostenibile per le principali economie avanzate è spesso sotto il 100%, mentre un debito sopra il 130-140% è considerato “molto alto”.


2) Perché continua ad aumentare — i driver principali

Crescita economica lenta

L’Italia ha un tasso di crescita del PIL molto basso (sotto l’1-1,5% annuo), cioè l’economia cresce troppo poco per “diluire” un debito così grande. Quando il denominatore (PIL) cresce lentamente, il rapporto debito/PIL resta alto o aumenta anche se il debito nominale non schizza.

Deficit strutturale e spesa pubblica

Lo Stato continua a spendere più di quanto incassa (deficit) per finanziare servizi, pensioni, trasferimenti e stimoli vari. Il debito incorpora ogni anno questi disavanzi.

Interessi sui titoli di Stato

La spesa per interessi si è doppia o quasi raddoppiata negli ultimi anni (con l’aumento dei tassi di mercato dopo la pandemia). Si parla dai €75 ai 100 miliardi l’anno solo di interessi, una cifra che – se fosse spesa in altro modo – potrebbe finanziare sanità, scuola, infrastrutture. Questo è un effetto del debito già contratto e dei tassi attuali.


3) Cosa significa questo peso per il bilancio dello Stato

Riduce la capacità di spesa “libera”

Quando una fetta così grande delle entrate va a pagare interessi anni dopo anno:

  • c’è meno margine per spesa pubblica efficiente
  • si riduce lo spazio fiscale per emergenze o investimenti
  • ogni governo è costretto ad amministrare una fetta consistente del bilancio solo per mantenere i conti

Questo è ciò di cui parli: non è solo una statistica, è potere di spesa sottratto a centri di costo importanti del Paese.

Sensibilità dei tassi di interesse

Se i tassi di mercato aumentano (BTP rendono di più), la spesa per pagare interessi aumenta ulteriormente — e ciò può creare un circolo vizioso: più debito → più tassi → più spesa → più debito.


4) Dove entra l’Europa e il confronto con altri paesi

  • Nel 2025 i rendimenti dei BTP decennali italiani si sono allineati a quelli della Francia, segno che i mercati non considerano (per ora) il rischio italiano enorme rispetto ad altri Paesi europei con debito elevato.
  • Tuttavia, il problema del debito non è solo italiano: molte economie occidentali hanno debiti alti, ma l’Italia ha caratteristiche particolari (bassa crescita, alta spesa obbligata, demografia sfavorevole) che rendono la dinamica più difficile di altri casi.

📉 5) Perché sembra che i media ne parlino poco

Ci sono alcune ragioni pratiche:

  • Non è un tema di attualità immediata come un conflitto o una crisi occupazionale;
  • È complesso da spiegare (debito, tassi, PIL, spread) rispetto ad altri argomenti;
  • Politicamente è spesso “aggredito” e “difeso” a turno, quindi i discorsi rischiano di diventare astratti.

Detto questo: quando si parla di finanziamenti europei, regole di bilancio o riforme fiscali, il debito è sempre sullo sfondo – è un problema di lungo periodo, non solo un “allarme giornalistico”.


6) Conclusione: è davvero un grande problema?

Sì, è un problema serio e strutturale, ma non necessariamente “immediato come una crisi di default” (cioè che lo Stato non riesce a pagare).
I rischi principali sono:

Crescita che resta bassa → rapporti debito/PIL non scendono
Il costo degli interessi rimane alto → meno risorse per la crescita
Ogni shock esterno (recessione, crisi finanziaria) può rendere tutto più difficile

La questione centrale non è solo quanto debito c’è, ma quanto è sostenibile nel tempo — e qui entra la combinazione tra crescita economica, spesa pubblica e costi finanziari.


Se vuoi, posso anche spiegarti perché storicamente l’Italia ha un debito così alto (le cause dal 1970 a oggi) oppure fare una simulazione di scenari su come potrebbe evolvere (in base a crescita PIL, tassi, ecc.). Vuoi che entri in quel dettaglio?

1) Quanto è grande il debito pubblico italiano oggi

  • Alla fine del 2025 il debito pubblico delle amministrazioni italiane era circa €3.095 miliardi di euro (oggi si attesta su 3.143 miliardi), un nuovo record storico.
  • Cresce di centinaia di miliardi all’anno e, guardando i dati mensili del 2025, spesso di oltre €100 miliardi l’anno, cioè oltre € 300 milioni al giorno in media… anche se la cifra “€1 miliardo al giorno” è più una proiezione simbolica che una statistica contabile ufficiale.
  • Il rapporto debito/PIL — che misura quanto è grande il debito rispetto all’economia — è tra i più alti dell’eurozona, stabilmente attorno al 135-138% del PIL e in alcune proiezioni verso il 140% o più nei prossimi anni.

Per confronto: un rapporto sostenibile per le principali economie avanzate è spesso sotto il 100%, mentre un debito sopra il 130-140% è considerato “molto alto”.


2) Perché continua ad aumentare — i driver principali

Crescita economica lenta

L’Italia ha un tasso di crescita del PIL molto basso (sotto lo 0,7-0,9 % annuo), cioè l’economia cresce troppo poco per “diluire” un debito così grande. Quando il denominatore (PIL) cresce lentamente, il rapporto debito/PIL resta alto o aumenta anche se il debito nominale non schizza.

➤ 💸 Deficit strutturale e spesa pubblica

Lo Stato continua a spendere più di quanto incassa (deficit) per finanziare servizi, pensioni, trasferimenti e stimoli vari. Il debito incorpora ogni anno questi disavanzi.

➤ 🏦 Interessi sui titoli di Stato

La spesa per interessi si è doppia o quasi raddoppiata negli ultimi anni (con l’aumento dei tassi di mercato dopo la pandemia). Si parla di €75-100 miliardi l’anno solo di interessi, una cifra che – se fosse spesa in altro modo – potrebbe finanziare sanità, scuola, infrastrutture. Questo è un effetto del debito già contratto e dei tassi attuali.


3) Cosa significa questo peso per il bilancio dello Stato

Riduce la capacità di spesa “libera”

Quando una fetta così grande delle entrate va a pagare interessi anni dopo anno:

  • c’è meno margine per spesa pubblica efficiente
  • si riduce lo spazio fiscale per emergenze o investimenti
  • ogni governo è costretto ad amministrare una fetta consistente del bilancio solo per mantenere i conti

Questo è ciò di cui parli: non è solo una statistica, è potere di spesa sottratto a centri di costo importanti del Paese.

Sensibilità ai tassi

Se i tassi di mercato aumentano (BTP rendono di più), la spesa per pagare interessi aumenta ulteriormente — e ciò può creare un circolo vizioso: più debito → più tassi → più spesa → più debito.


4) Il confronto con altri paesi

  • Nel 2025 i rendimenti dei BTP decennali italiani si sono allineati a quelli della Francia, segno che i mercati non considerano (per ora) il rischio italiano enorme rispetto ad altri Paesi europei con debito elevato.
  • Tuttavia, il problema del debito non è solo italiano: molte economie occidentali hanno debiti alti, ma l’Italia ha caratteristiche particolari (bassa crescita, alta spesa obbligata, demografia sfavorevole) che rendono la dinamica più difficile di altri casi.

5) Perché i media ne parlano poco

Ci sono alcune ragioni pratiche:

  • Non è un tema di attualità immediata come un conflitto o una crisi occupazionale;
  • È complesso da spiegare (debito, tassi, PIL, spread) rispetto ad altri argomenti;
  • Politicamente è spesso “aggredito” e “difeso” a turno, quindi i discorsi rischiano di diventare astratti.

Detto questo: quando si parla di finanziamenti europei, regole di bilancio o riforme fiscali, il debito è sempre sullo sfondo – è un problema di lungo periodo, non solo un “allarme giornalistico”.


6) Conclusione: è davvero un grande problema?

È un problema serio e strutturale, ma non necessariamente “immediato come una crisi di default” (cioè che lo Stato non riesce a pagare).
I rischi principali sono:

Crescita che resta bassa → rapporti debito/PIL non scendono
Il costo degli interessi rimane alto → meno risorse per la crescita
Ogni shock esterno (recessione, crisi finanziaria) può rendere tutto più difficile. La questione centrale non è solo quanto debito c’è, ma quanto è sostenibile nel tempo — e qui entra la combinazione tra crescita economica, spesa pubblica e costi finanziari.

17 febbraio 2026


Se vuoi, posso anche spiegarti perché storicamente l’Italia ha un debito così alto (le cause dal 1970 a oggi) oppure fare una simulazione di scenari su come potrebbe evolvere (in base a crescita PIL, tassi, ecc.). Vuoi che entri in quel dettaglio?