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Trump ci insulta, rispondiamo decisi

Dacia Maraini ha pubblicato un articolo sul Corriere dela Sera in cui riflette sul tema dell’odio quando diventa strumento politico, prendendo di mira le recenti dichiarazioni di Donald Trump contro l’Europa. Scrive Maraini: ”Quando l’odio si trasforma in uno strumento politico è difficile controllarlo. Trump, uno degli uomini più potenti del mondo insulta senza remora e con palese antipatia tutti coloro che dicono una parola contraria. In questi giorni se la prende con l’Europa che accusa di non ubbidire ai suoi voleri. La chiama inutile. E insiste che i Paesi europei hanno sempre approfittato e derubato gli Stati Uniti. Ma vorrei ricordargli che con la vittoria dell’ultima guerra i suoi industriali hanno occupato il nostro Paese con le loro merci. La stessa nostra cultura si è nutrita di film, di best sellers, di musica, di cibi e bevande targati Usa. Per non parlare dei centri militari da cui potrebbero partire in ogni momento gli aerei a stelle e strisce per andare a bombardare chi decidono loro e non noi.”

Maraini sostiene che l’odio è un sentimento umano che normalmente viene arginato da cultura, educazione, empatia e ragione; ma quando viene usato da un leader politico potente, diventa pericoloso. Critica Trump per aver insultato l’Europa, accusandola di essere inutile e di aver approfittato degli Stati Uniti. L’autrice ribatte ricordando che, dopo la Seconda guerra mondiale, sono stati invece gli Stati Uniti a trarre grandi vantaggi economici dall’Europa, esportando merci, cultura e modelli di consumo e consolidando anche una forte presenza militare sul territorio europeo.

Pur dichiarandosi favorevole al libero scambio, Maraini respinge con decisione l’idea che l’Europa abbia “derubato” gli USA, sottolineando come il mercato europeo sia stato estremamente vantaggioso per le aziende americane, talvolta a discapito delle imprese locali.

Il cuore dell’articolo è un appello all’Europa: per contrastare il sovranismo populista crescente, occorre difendere con fermezza i valori democratici, che non sono solo europei ma universali. Dopo gli errori del passato e l’esperienza devastante della guerra e delle dittature, l’Europa ha costruito un modello di convivenza fondato su pace, diritti, libertà di pensiero e indipendenza delle istituzioni.

Maraini conclude invitando a essere più orgogliosi di queste conquiste e a difendere la democrazia. Chi la critica, afferma, dovrebbe proporre un’alternativa concreta — e si chiede provocatoriamente se l’alternativa possa essere una tecnocrazia dominata da miliardari che governano masse prive di potere.

17 febbraio 2026