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Editoriali

Confusi alla meta

Antonio Polito ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale in cui sostiene che il centrodestra stia entrando in una fase di crisi politica e psicologica, segnata da divisioni interne, errori strategici e perdita di leadership.

Esordisce Polito: ”Dice l’aforisma: Dio fa impazzire quelli che vuole mandare in rovina. Allude a quel processo psicologico di perdita della lucidità, fatto di grossolani errori e comportamenti autodistruttivi, che spesso precede i fallimenti. Ed è forse questo che sta accadendo al centrodestra. Scosso dalla sconfitta nel referendum molto più di quanto sia giustificato dalla sua entità”.

E continua: ”Dopo anni di conti in ordine ed economia vivace, tutto sembra andare peggio. L’Europa ora ci pronostica come l’ultimo Paese in quanto a crescita del Pil e il primo in quanto a debito pubblico”.

Polito parte dall’idea che le coalizioni, prima di entrare in crisi, perdano lucidità e inizino ad auto-sabotarsi. Secondo lui è ciò che sta accadendo al governo guidato da Giorgia Meloni dopo la sconfitta referendaria, che avrebbe indebolito la premier più di quanto i numeri giustifichino.

L’autore riconosce che il contesto internazionale è cambiato:

  • il governo non può più contare sull’asse con Donald Trump;
  • deve prendere le distanze anche da Benjamin Netanyahu e dalla linea dura del governo israeliano;
  • l’economia italiana mostra segnali peggiori rispetto al passato, con crescita debole e debito elevato.

Ma il vero problema, secondo Polito, è interno alla maggioranza: il centrodestra appare incapace di affrontare una fase difficile senza litigare. Porta diversi esempi:

  • la mozione del centrodestra contro l’aumento delle spese Nato, che sembrava scritta da Giuseppe Conte;
  • gli scontri tra i ministri Guido Crosetto e Giancarlo Giorgetti;
  • le posizioni opposte di Matteo Salvini e Antonio Tajani sull’immigrazione;
  • i conflitti nel ministero della Cultura e le tensioni locali nel Lazio e a Venezia.

La tesi centrale è che si stia indebolendo l’autorità di Meloni: finché era percepita come leader vincente, riusciva a tenere insieme anime molto diverse; ora emergono profonde differenze culturali e politiche tra:

  • una Forza Italia più moderata, liberale ed europeista, incoraggiata da Marina Berlusconi;
  • una Lega spinta verso posizioni più radicali e anti-europee dall’influenza del generale Roberto Vannacci.

Polito descrive così un clima di “si salvi chi può”: se i partiti iniziano a temere la sconfitta alle prossime elezioni, smettono di sacrificarsi per la coalizione e pensano solo alla propria sopravvivenza politica.

Nella conclusione, l’editoriale sostiene che il centrodestra stia passando da vera coalizione politica a semplice alleanza elettorale fragile. Parallelamente, anche il “campo largo” del centrosinistra non appare ancora una vera alternativa di governo stabile. Il risultato è un sistema politico nuovamente instabile e imprevedibile, con il rischio di futuri stalli o governi difficili da formare.

22 maggio 2026