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Editoriali

La mistificazione ucraina

di Antonello Catani

Anche quando si sperava che un pizzico di buon senso potesse iniziare ad emergere fra gli attuali rimestatori e faccendieri europei, i fatti mostrano come si tratti solo di pie illusioni e che la paranoia anti-russa e lo stravolgimento della realtà continuano e anzi peggiorano.

     Le ultime peraltro inutili sanzioni della UE contro la Russia ne sono un esempio, allo stesso modo delle intenzioni del Presidente francese di inviare alcune migliaia di soldati in Ucraina nel 2026. Nel caso di quest’ultimo, è difficile capire dove finisca il tentativo di rivalsa del politico fallito e inizi l’irresponsabilità. Nel frattempo, si elevano nuove accuse di supposti droni russi, questa volta in Belgio. La mancanza di fantasia e logoro e abusato copione a questo proposito sono evidenti. Ultimo frutto dell’avventurismo ormai senza controllo è ovviamente il progetto di utilizzare i fondi russi congelati in Belgio per elargire un prestito di 140 miliardi di Euro all’Ucraina. Il saggio Premier belga De Wever si è opposto, sottolineando gli enormi rischi e le imponderabili conseguenze non solo militari ma anche monetarie e legali di una simile iniziativa, che non ebbe luogo neanche nei confronti della Germania durante la II Guerra mondiale. Non è chiaro fino a quando egli riuscirà a impedire “il ladrocinio” in questione. Rimane il fatto che il progetto tradisce un’escalation di irresponsabile avventurismo del “club dei volenterosi.”

     Ciò che conferma la disonestà intellettuale dei suddetti faccendieri traspare del resto anche in certe terroristiche dichiarazioni, imperturbabilmente diffuse dai mass media senza neanche l’ombra di un esame critico. Ecco infatti la tragica Presidente della Commissione Europea dichiarare che “Ogni centimetro quadrato del nostro territorio deve essere difeso” e che L’Europa sta preparando “piani molto definiti” per inviare truppe in Ucraina come parte delle garanzie di sicurezza dopo la fine del conflitto. Questa delle truppe europee in Ucraina è evidentemente una mania diffusa. Le fa eco il già menzionato Presidente francese, sostenendo che “La Russia è una minaccia strutturale per l’Europa”, mentre il Primo ministro danese se ne esce con l’esilarante affermazione che “L’Ucraina è la garanzia della sicurezza europea” (sic). Non poteva mancare l’implausibile Segretario della NATO, che ha solennemente pontificato che “La Russia è la minaccia di lungo termine per il territorio NATO. Non stupisce poi che la stessa nozione sia stata espressa anche dal Segretario degli affari esteri britannico durante una riunione delle Nazioni Unite in Estonia.

      Insomma, un concerto fatto di proiezioni pretestuose, campate per aria e soprattutto disoneste. Nulla nelle suddette dichiarazioni e nei relativi comportamenti suggerisce infatti il minimo accenno alle radici della crisi, e cioè all’espansione della NATO a est e all’ucrainizzazione forzata delle minoranze russe nel Donbas. Nulla richiama il masochistico e fatale abbandono del gas russo a buon mercato su istigazione di Washington. La Germania e la Francia sono economicamente in ginocchio, decine di marche automobilistiche sono sull’orlo del fallimento, inclusa l’italiana Stellantis, ma Macron e Merz abbracciano il nano Zelenski, perdono tempo e denaro con l’Ucraina e impongono tagli alla spesa pubblica per aumentare il budget della difesa. La cosa sorprendente è come Francesi e Tedeschi in particolare non si siano ancora ribellati di fronte a simili politiche da mentecatti.

       Un significativo anche se poco onorevole esempio di questi atteggiamenti è stato quello del senatore Calenda, che in uno dei tipici dibattiti di indottrinamento televisivo in uso in Italia ha violentemente apostrofato come “bugiardo” nonché “propagandista di Putin” lo sbalordito noto economista americano Jeffrey Sachs. Cosa aveva fatto di male quest’ultimo per meritarsi tanto vituperio? Aveva semplicemente “detto la verità” e qualcosa di ormai risaputo anche fra le scimmie, e cioè, che l’espansione a est della NATO viene vista come una minaccia esistenziale dai Russi e che il cambio di regime a Kiev nel 2014 fu orchestrato dalla CIA, con il conseguente innalzamento del commediante Zelenski a Presidente. Registrazioni telefoniche di tale orchestrazione, sotto la direzione dell’allora numero due del Ministero degli Esteri americano, Victoria Nuland, circolano da anni on-line. Il senatore in questione non lo sapeva o pretende che siano fake (false)? Fra l’altro, tale versione dei fatti è sostenuta anche da un nutrito stuolo di autorevoli studiosi ed ex militari americani che con la Russia non hanno niente a che vedere e tantomeno con l’establishment politico di Washington di entrambi gli schieramenti. Quasi incredibile, ma si tratta di “indipendenti”.

        Di per sé, l’episodio sopra citato potrebbe apparire solo come un pittoresco esempio di ipocrisia e di arroganza. In realtà, esso rappresenta la copia ormai standard del malcostume intellettuale e della mistificazione che circondano le vicende ucraine.

       Cosa ancora più importante, esso suggerisce come e perché legioni di spettatori ed utilizzatori mediatici, facilmente suggestionabili per mancanza di informazioni non di parte, possano finire per prendere come oro colato anche la negazione della verità ed assecondare i rimestatori.

      Tutta la vicenda ucraina, il reale ruolo pan-poliziesco della NATO e gli obiettivi stessi di accentramento autoritario della UE sono stati e vengono giornalmente mistificati e occultati a milioni di individui con esattamente le stesse note di falsità, deformazione dei fatti e ipocrisia. Ecco quindi passate sotto placido silenzio un episodio dalle conseguenze disastrose, e cioè, il precipitoso intervento personale nel 2022 a Kiev di Boris Johnson, che convinse il nano commediante a proseguire la guerra proprio mentre stava per essere conclusa una pace “senza morti”. Lo fece per puro patriotismo? In realtà, vari elementi suggeriscono che il disinteresse non centri nulla. L’ex Primo Ministro britannico può infatti aver prolungato la guerra in Ucraina per favorire gli interessi del suo sostenitore Christopher Harborne.  Secondo il Guardian del 12 ottobre, dopo aver lasciato la sua carica, Johnson ricevette infatti una donazione di un milione di sterline da quest’ultimo, che possiede il 13% della società QinetiQ, fornitrice di droni all’Ucraina.

      Analogo silenzio riguardo al regime repressivo instaurato da Zelenski, alla brutalità delle coscrizioni forzate, alle ciniche direttive militari prevedibilmente risoltesi in ecatombi, alla dilagante corruzione fino ai livelli più alti. Silenzio. A questo proposito, è difficile capire come mai gli Ucraini non si siano ancora ribellati a un regime che poteva scegliere una pace onorevole e senza vittime e ha invece preferito una guerra disastrosa guerra

      Nel frattempo, gli Europei sono stati letteralmente defraudati di centinaia di miliardi riversati in Ucraina senza che però nessuno sappia esattamente come e dove sono andati a finire, mentre il suddetto commediante ora chiede addirittura che la UE finanzi l’Ucraina per almeno 2 o 3 anni. Anche in questo caso è difficile stabilire dove finisca la sfrontatezza di un individuo e dove inizino il cinismo e l’ipocrisia di chi continua a dargli manforte.

      In altre parole, la rovinosa (per gli Europei) sfacciata mistificazione ucraina continua, mentre la cosiddetta “Coalizione dei volenterosi” fa finta che si tratti di una battaglia per la libertà e per la democrazia.

31 ottobre 2025