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Eventi

Le sublimi creature dall’antico al contemporaneo

di Patrizia Lazzarin

Un viaggio tra arte e spiritualità dedicato alla memoria di Papa Francesco fino al 1° novembre 2026 nelle sale di Palazzo dei Conservatori

Ad un anno dalla scomparsa di Papa Francesco, il Centro Europeo per il Turismo propone un progetto espositivo dedicato agli angeli nella storia dell’arte, uno straordinario soggetto iconografico che sarà ospitato nelle sale terrene dei Musei Capitolini a Roma dal 13 maggio sino al primo novembre 2026.

La mostra si svilupperà attraverso un percorso espositivo che propone un corpus di opere – tra cui dipinti e sculture – provenienti da differenti raccolte, private e museali italiane, incentrate sul tema degli angeli.

Questo tema – amatissimo dalla storia dell’arte, sia antica che moderna – viene qui trattato con riferimento anche alla dualità dicotomica che lo caratterizza: la sfera celeste, da una parte, e la sfera terrestre, dall’altra. Il progetto prende le mosse da un’idea che mette in luce il tratto con cui gli artisti occidentali, nel corso dei secoli, hanno percepito, assimilato e raffigurato l’iconografia angelica, sottolineando, in molti casi, il suo duplice aspetto, ora trascendente ora concreto, quasi corporeo.

Angelo custode, G. A. Galli detto Lo Spadarino, Rieti Chiesa di San Rufo

Il titolo della mostra, “Sublimi Creature” nasce considerando la loro vicinanza a Dio e l’appartenenza al divino.

Sin dall’arte paleocristiana, sull’eredità del classicismo, l’iconografia dell’angelo appare nelle rappresentazioni figurative legate al mondo ultraterreno, come anche nei contesti funerari, nelle apparizioni epifaniche e nelle ambientazioni celestiali.

Nel corso del Medioevo e poi per tutto l’Evo Moderno, la tradizione artistica sacra ha continuato a percepire la figura dell’angelo in chiave spirituale, ambientandola in suggestive raffigurazioni di schiere celesti, di assunzioni divine, di resurrezioni, di combattimenti demoniaci oppure come accompagnatori di viaggi sulla terra oppure delle anime nell’aldilà.

A questa tradizione figurativa se ne affianca un’altra con un primo timido esordio nella tarda età di mezzo, quando gli artisti, partendo dall’impianto biblico-religioso, ritraggono le immagini angeliche in ambienti sempre più familiari e quotidiani, a tratti domestici: non più putti teneri e giocosi, ma angeli giovani ed aitanti con lunghe ali in bella evidenza, che diventano messaggeri, musici e compagni di viaggio.

Carlo Dolci, Angelo Annunziante, olio su tela, Galleria degli Uffizi

Questa variante prende corpo specie nel Seicento, , quando, sulla spinta della pittura caravaggesca, la figura dell’angelo inizia a perdere gran parte dell’aura idealizzata ed eroica, in virtù e in ragione di rappresentazioni che in qualche modo ne “umanizzano” la funzione nell’opera, con testimonianze ed esempi figurativi di straordinario impatto emotivo: l’angelo assume così sembianze naturali,dismettendo la secolare funzione decorativa cui spesso era stato relegato, divenendo autentico protagonista del quadro, con una propria autonomia figurativa nella rappresentazione.

Il mutamento figurativo, così tracciato, trova celebrazione nell’ultima sezione della mostra, dedicata ai soggetti angelici che sopravvivono nell’arte romantica e poi simbolista e preraffaellita dell’Ottocento e del Novecento. All’epoca gli artisti, dopo aver metabolizzato i significati della precedente tradizione iconografica – senza svicolare totalmente la figura alata dall’alveo sacrale – la rivisitano alla luce di una più moderna dimensione onirica e metaforica.

Il percorso espositivo

Spaziando dall’archeologia agli artefatti del XXI secolo il percorso riflette i temi di custodia, guida e annuncio, cardini spirituali del pontificato di Papa Bergoglio.

Tre le sezioni tematiche ideate dai curatori per stimolare il visitatore alla contemplazione:

1. I Messaggeri. Dall’annuncio biblico alle espressioni rinascimentali, la figura che porta la speranza e la Parola.

2. I Custodi. L’angelo che veglia e protegge, simbolo della premura e amorevolezza divina, sempre presente nella vita e nel cammino dell’uomo.

3. I Viandanti. Figura di prossimità e condivisione, l’angelo viandante incarna la presenza celeste che guida, accompagna e orienta il cammino dell’Uomo nelle sfide del suo tempo.

Omar Galliani, Blu oltremare, 1997, pastello su tavola, collezione privata

L’esposizione, curata da Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci è promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della MemoriaSovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

21 maggio 2026