Nathalie Tocci ha pubblicato un editoriale su La Stampa nel quale sostiene che leggere il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping come la prova di un mondo dominato da due superpotenze e di un’Europa irrilevante sia una visione superficiale e distorta.
Secondo Tocci, il summit Usa-Cina ha avuto soprattutto un valore simbolico: ha mostrato rispetto reciproco tra i due leader, ma non ha prodotto risultati concreti. Non sono stati raggiunti accordi importanti né sul commercio né sui principali dossier geopolitici. Trump puntava a grandi intese economiche con Pechino, ma ha ottenuto solo promesse vaghe e la proposta di organismi bilaterali considerati poco sostanziali. L’aspetto davvero significativo, per l’autrice, è il tentativo di Trump di indebolire il sistema multilaterale internazionale.
Scrive Tocci: ”È stato inoltre un vertice che ha messo in luce la drammatica debolezza relativa degli Stati Uniti. Trump si è circondato dei tech-bros della Silicon Valley quasi a voler sottolineare la potenza — e soprattutto la ricchezza — dell’America rispetto alla Cina. Ma con di fronte il solo Xi, ha paradossalmente ottenuto l’effetto contrario. Rispetto al vertice Trump-Xi della sua prima amministrazione nel 2017, oggi siamo in una condizione di sostanziale equilibrio tra i due Paesi, con l’autolesionismo di Trump che sta imprimendo un’accelerazione insperata all’ascesa cinese”.
E continua: ”Trump non ha ottenuto alcun favore sul Medio Oriente. Anche qui, vaghe dichiarazioni cinesi sull’importanza della riapertura dello Stretto di Hormuz, ma senza impegni concreti. È vero che, per contro, Trump non ha ceduto ufficialmente su Taiwan: durante il vertice non ha annunciato né la sospensione di due pacchetti di vendite di armi — del valore complessivo di 25 miliardi di dollari — a Taipei, né la propria opposizione all’indipendenza taiwanese. Non sappiamo tuttavia se in privato Trump abbia rassicurato Xi circa un possibile ritardo di quegli ordini — se non altro perché quelle armi servono agli Stati Uniti in Medio Oriente. Sappiamo invece che, di ritorno da Pechino, Trump ha ribadito la sua convinzione che Taiwan sia troppo lontana dall’America e troppo vicina alla Cina per essere difesa, e che non lo meriterebbe nemmeno, avendo “rubato” agli Usa l’industria dei microchip avanzati. Tutto sommato, Xi non può lamentarsi del vertice.n sintesi, un nulla di fatto: nessun accordo commerciale, tecnologico o sulle grandi questioni di guerra e pace. Per non parlare dei dossier che in passato comparivano nell’agenda bilaterale, come le discriminazioni contro gli Uiguri o lo status di Hong Kong. La buona notizia è che le due maggiori potenze al mondo sanno che uno scontro diretto non è nei loro interessi. La cattiva è che il G2 si rivela incapace di governare le grandi questioni del nostro tempo”.
L’editoriale evidenzia anche una relativa debolezza degli Stati Uniti rispetto al passato. A differenza del 2017, oggi Washington e Pechino appaiono molto più equilibrate sul piano della forza globale, e le scelte di Trump starebbero addirittura favorendo l’ascesa della Cina. Sul tema di Taiwan, pur senza concessioni ufficiali, Trump ha lasciato intendere un minore impegno americano nella difesa dell’isola.
La conclusione principale è che il cosiddetto “G2” Usa-Cina non è in grado di governare le grandi crisi mondiali: il vertice si è chiuso con un sostanziale nulla di fatto su commercio, tecnologia, Medio Oriente e sicurezza internazionale.
Tocci però respinge anche l’idea di un’Europa completamente marginale. Pur con molti limiti, l’Unione europea continua ad avere un ruolo rilevante:
- sostiene l’Ucraina nella guerra contro la Russia;
- sta lavorando a iniziative diplomatiche sul Medio Oriente e sullo Stretto di Hormuz;
- rafforza la propria presenza economica globale attraverso accordi commerciali con Mercosur, Messico, India, Indonesia e Australia.
La tesi finale è che il mondo attuale non è né un semplice duopolio Usa-Cina né un sistema dominato solo da potenze regionali: convivono entrambe le dinamiche, e l’Europa, pur non dominante, resta un attore importante e non irrilevante.
18 maggio 2026





