Massimo Gaggi ha pubblicato un articolo sul Corriere della Sera nel quale descrive come Donald Trump, preoccupato dai sondaggi negativi in vista delle elezioni di midterm, stia cercando di rafforzare in anticipo la posizione dei repubblicani modificando le regole del gioco elettorale.
Scrive Gaggi: ”Invece della pace e della «nuova età dell’oro» promesse da Donald Trump, gli americani stanno avendo la guerra e, tra dazi ed «effetto Hormuz», un aumento dei prezzi che peggiora il loro tenore di vita. I salari nel frattempo sono in leggera flessione, con l’america rurale, grande serbatoio di voti della destra, alle corde (difficile trovare manodopera per i raccolti con l’ice in giro), la Cina che compra meno soia e cereali e l’impennata del prezzo di carburanti e fertilizzanti”.
E continua: ”Fino a qualche settimana fa sembrava che, visti i tempi tecnici di attuazione, queste modifiche fossero destinate a pesare più sulle presidenziali del 2028 che sul voto di midterm del prossimo 3 novembre. Ora, invece, l’accelerazione impressa dalla Casa Bianca viene giudicata in grado di spostare una decina di seggi a favore della destra. I democratici restano favoriti, ma le mappe sono ancora in movimento e Trump è attivissimo: i fiancheggiatori di Maga Inc mettono a sua disposizione un fondo elettorale di una consistenza senza precedenti per un voto di metà mandato (350 milioni di dollari) mentre lui preme anche per cambiare le regole «nazionalizzando il voto» e introducendo, col Save America Act, vincoli più severi sui documenti coi quali i cittadini si devono presentare alle urne. Su questi ultimi due fronti non dovrebbe spuntarla: la Costituzione attribuisce la gestione delle elezioni esclusivamente ai singoli Stati (e anche quelli repubblicani sono gelosi della loro autonomia). Non è previsto alcun ruolo per il governo federale. Quanto al Save America Act, i repubblicani non hanno i numeri: al Senato la legge richiede una maggioranza qualificata di 60 senatori su 100. Trump ha chiesto di cambiare le regole ma gli stessi senatori repubblicani si sono opposti per non creare un precedente pericoloso. Ora la Casa Bianca tenterà di inserire le misure di questo disegno di legge in un altro provvedimento, quello sull’edilizia residenziale, che, avendo carattere economico, non richiede la maggioranza qualificata: una battaglia, anche regolamentare, tutta da giocare”.
Secondo l’analisi, il malcontento degli americani cresce a causa della guerra con l’Iran, dell’aumento dei prezzi, dei salari stagnanti e delle difficoltà dell’America rurale. Questo scenario favorirebbe i democratici, dati vicini alla riconquista della Camera e forse anche del Senato.
Per evitare una sconfitta, Trump e i repubblicani stanno puntando soprattutto sul gerrymandering, cioè il ridisegno dei collegi elettorali a vantaggio del partito al potere. Il Texas ha già modificato le mappe per garantire più seggi sicuri ai repubblicani; la California ha reagito facendo lo stesso a favore dei democratici. Tuttavia, grazie anche a recenti decisioni della Corte Suprema conservatrice, i repubblicani sembrano avere un vantaggio maggiore.
L’articolo sottolinea due sviluppi decisivi:
- la Corte Suprema ha indebolito il Voting Rights Act, riducendo le tutele per la rappresentanza delle minoranze nere e ispaniche;
- alcune modifiche favorevoli ai democratici, come quelle in Virginia, sono state bloccate dai tribunali.
Secondo gli analisti, queste manovre potrebbero spostare circa dieci seggi verso i repubblicani, abbastanza da influire sull’esito delle midterm.
Gaggi evidenzia anche altri tentativi della Casa Bianca:
- irrigidire le regole di identificazione degli elettori con il “Save America Act”;
- aumentare il controllo federale sulle elezioni;
- ipotizzare perfino la presenza di agenti dell’ICE vicino ai seggi, misura che potrebbe intimidire soprattutto gli elettori appartenenti alle minoranze.
L’autore conclude però che molti di questi progetti incontrano ostacoli costituzionali e politici: gli Stati difendono la propria autonomia elettorale e al Senato i repubblicani non hanno i numeri necessari per approvare facilmente le nuove norme. Nonostante questo, Trump resta molto attivo e sostenuto da enormi finanziamenti elettorali, trsformando le regole del voto in un terreno centrale dello scontro politico americano.





