Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Esteri

Lo scontro fra Polonia e Ucraina e il terreno minato della Storia

Domenico Quirico ha pubblicato, su La Stampa, un editoriale in cui analizza la solidarietà di due Paesi come la Polonia e l’Ucraina strutturata, minata da issisolti nodi storici risalenti alla seconda gurra mondiale.

Ricorda Quirico: ”Polonia e Ucraina, i massacri di civili polacchi da parte dei nazionalisti ucraini, sotto lo sguardo benevolo dei nazisti, in Volinia tra il 1942 e il 1944. Non nascondiamoci : si è usata la parola tremenda, genocidio, anzi il parlamento polacco li ha fissati così nella sua Storia, immortale, scolastica, intangibile. Eppure… Dal 2022 da quando Putin , ennesima reincarnazione dell’orso russo bulemico e invasore, si è riaffacciato cannoneggiando in Europa centrale, tutto sembrava risolto nella fratellanza. Nessuno più dei polacchi è stato al fianco di Kiev, capitanando e incalzando, con i Baltici, il fronte dei Decisi: Mosca deve capitolare! Con Mosca, Mosca degli zar e dei soviet e degli oligarchi, hanno infiniti conti da saldare dall’epoca delle prime Spartizioni. Correva il lato oscuro dell’età dei lumi, la zarina si dilettava di cinguettare filosoficamente Voltaire e Diderot ma quando bisognava tagliare a pezzi terre e genti era meno illuminista di Stalin”.

E prosegue: ”Per i polacchi gli eroi della Upa sono dei genocidi filo nazisti che l’Ucraina rifiuta di rinnegare. Anzi. I loro morti sono un vissuto nominabile e prezioso. È ben più di una asimmetria della memoria. Perché si confonde inevitabilmente con la storia scritta dai russi, sovietici e putiniani, che vi traggono succose, per loro, ragioni di propaganda. Ecco, lo dicevamo: i nazisti ucraini! Putin sorride. Non solo perché Zelensky ha perso una medaglia. Gli ucraini replicano che fu solo un episodio, doloroso, di una guerra polacco ucraina e si assolvono con il carattere simmetrico dell’orrore: ovvero le rappresaglie della Armata dell’interno polacca, che combatteva contro i tedeschi, che si vendicò sugli ucraini con diecimila morti. I nostri morti. I loro morti. Non sono uguali. I nostri contano i loro no”.

Il peso della Storia: Polonia e Ucraina

L’articolo analizza come l’attuale solidarietà geopolitica tra Polonia e Ucraina di fronte all’aggressione russa sia minata da feroci e irrisolti nodi storici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

1. Il trauma della Volinia (1942-1944)

Il nucleo della discordia risiede nei massacri della Volinia, dove l’Armata Insurrezionale Ucraina (UPA), mossa da ideali nazionalisti e inizialmente collaborante con i nazisti in chiave anti-sovietica, sterminò tra i 60.000 e i 100.000 civili polacchi.

  • La posizione polacca: Varsavia ha ufficialmente qualificato questi massacri come genocidio.
  • La posizione ucraina: Kiev tende a ridimensionare l’evento parlando di un “episodio” all’interno di un conflitto bilaterale, citando per simmetria le rappresaglie polacche (l’Armata dell’Interno) che causarono circa 10.000 vittime ucraine.

2. L’errore di Zelensky e il Pantheon degli Eroi

Nel tentativo di compattare il paese e dare una radice storica profonda all’indipendentismo ucraino, il presidente Zelensky ha commesso un passo falso comunicativo: ha esaltato come “eroi” figure legate a quel passato sanguinoso (come Stepan Bandera o Andriy Melnyyk) e ha intitolato unità militari attuali richiamando l’UPA.

Per l’Ucraina si tratta di un tentativo di “catalisi storica” per celebrare la resistenza anti-russa; per la Polonia, significa riabilitare dei criminali di guerra filo-nazisti.

3. Le conseguenze geopolitiche e la propaganda russa

Questa “collisione delle memorie” rischia di incrinare l’asse dei paesi più determinati contro Mosca (Polonia e Paesi Baltici). Il beneficiario di questa frattura è Vladimir Putin:

  • Lo scontro convalida, agli occhi della propaganda russa, la narrazione della “denazificazione” dell’Ucraina.
  • Dimostra come la condizione di “vittima presente” (l’Ucraina invasa) non basti a cancellare le colpe di ieri.

4. Il precedente culturale: il film “Wolyn”

Quirico ricorda come già nel 2016 il film polacco Wolyn (sui massacri in Volinia) avesse riaperto la ferita, provocando tensioni sociali in Polonia e venendo censurato in Ucraina come “propaganda antiucraina”.

In sintesi: Nonostante la fratellanza d’armi contro l’invasore russo, la Storia in Europa centrale resta un terreno minato. La memoria non è simmetrica e i fantasmi del passato continuano a dettare l’agenda e le emozioni del presente.

Il peso della storia: Polonia e Ucraina

L’articolo analizza come l’attuale solidarietà geopolitica tra Polonia e Ucraina di fronte all’aggressione russa sia minata da feroci e irrisolti nodi storici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

1. Il Trauma della Volinia (1942-1944)

Il nucleo della discordia risiede nei massacri della Volinia, dove l’Armata Insurrezionale Ucraina (UPA), mossa da ideali nazionalisti e inizialmente collaborante con i nazisti in chiave anti-sovietica, sterminò tra i 60.000 e i 100.000 civili polacchi.

  • La posizione polacca: Varsavia ha ufficialmente qualificato questi massacri come genocidio.
  • La posizione ucraina: Kiev tende a ridimensionare l’evento parlando di un “episodio” all’interno di un conflitto bilaterale, citando per simmetria le rappresaglie polacche (l’Armata dell’Interno) che causarono circa 10.000 vittime ucraine.

2. L’errore di Zelensky e il Pantheon degli Eroi

Nel tentativo di compattare il paese e dare una radice storica profonda all’indipendentismo ucraino, il presidente Zelensky ha commesso un passo falso comunicativo: ha esaltato come “eroi” figure legate a quel passato sanguinoso (come Stepan Bandera o Andriy Melnyyk) e ha intitolato unità militari attuali richiamando l’UPA.

Per l’Ucraina si tratta di un tentativo di “catalisi storica” per celebrare la resistenza anti-russa; per la Polonia, significa riabilitare dei criminali di guerra filo-nazisti.

3. Le conseguenze Geopolitiche e la Propaganda Russa

Questa “collisione delle memorie” rischia di incrinare l’asse dei paesi più determinati contro Mosca (Polonia e Paesi Baltici). Il beneficiario di questa frattura è Vladimir Putin:

  • Lo scontro convalida, agli occhi della propaganda russa, la narrazione della “denazificazione” dell’Ucraina.
  • Dimostra come la condizione di “vittima presente” (l’Ucraina invasa) non basti a cancellare le colpe di ieri.

4. Il precedente culturale: il film “Wolyn”

Quirico ricorda, come già nel 2016 il film polacco Wolyn (sui massacri in Volinia) avesse riaperto la ferita, provocando tensioni sociali in Polonia e venendo censurato in Ucraina come “propaganda antiucraina”.

In sintesi: Nnonostante la fratellanza d’armi contro l’invasore russo, la Storia in Europa centrale resta un terreno minato. La memoria non è simmetrica e i fantasmi del passato continuano a dettare l’agenda e le emozioni del presente.

26 giugno 2026