Goffredo Buccini ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale in cui parla di due importanti vertici europei uno a Bruxelles e l’altro a Monaco.
L’articolo analizza la delicata fase di transizione dell’Europa, sospesa tra due eventi cruciali: il vertice UE ad Alden Biesen e la 62esima Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
Scrive Buccini: “Ad Alden Biesen, si riuniscono i vertici della Commissione e del Consiglio europeo con i ventisette capi di governo dell’unione. L’obiettivo di implementare infine i dossier, colpevolmente dimenticati, di Mario Draghi ed Enrico Letta sui nostri ritardi nel mercato unico e nella competitività s’è arricchito via via di ulteriori prospettive e parole d’ordine. L’apertura alle cooperazioni rafforzate, sottintese dallo stesso Draghi nella formula del «federalismo pragmatico» e ora benedette anche da Ursula von der Leyen; l’inedita alleanza tra Roma e Berlino, che chiede a Bruxelles semplificazioni procedurali, più velocità e più voce agli Stati sui processi legislativi a costo di sacrificare talvolta, chissà, persino il totem dell’unanimità; un progetto strategico per la difesa continentale quale il caccia di sesta generazione Gcap che porta la firma dell’italiana Leonardo e sta attraendo i tedeschi: in breve, pur tra consuete divisioni ed esitazioni, qualche accenno alla volontà, per chi può e con chi ci sta, di rimanere al passo d’un mondo che con Trump s’è messo a correre ridisegnando le sue priorità tramite la pura coercizione.Domani inizierà all’hotel Bayerischer Hof di Monaco di Baviera la due giorni annuale della Conferenza sulla sicurezza. Un appuntamento tutt’altro che routinario, se si pensa che appena lo scorso anno fu terremotato dal neoeletto vicepresidente americano Vance, venuto a sferzare, in nome del sovranismo etnonazionalista, le nostre democrazie liberali colpevoli a suo parere di imbrigliare il free speech a danno di formazioni care al trumpismo come Alternative fur Deutschland. E che in questa 62esima edizione, anche quale esito di quel sorprendente attacco e delle successive pressioni Usa, riaprirà le porte proprio al partito di ultradestra tedesco, escluso negli ultimi anni a causa delle mai fugate ombre criptonaziste e dei perduranti sospetti di intelligenza con la Russia”.
E continua: ”A meno di 800 chilometri di distanza, inizierà all’hotel Bayerischer Hof di Monaco di Baviera la due giorni annuale della Conferenza sulla sicurezza. Un appuntamento tutt’altro che routinario, se si pensa che appena lo scorso anno fu temotato dal neoeletto vicepresidente americano Vance, venuto a sferzare, in nome del sovranismo etnonazionalista, le nostre democrazie liberali colpevoli a suo parere di imbrigliare il free speech a danno di formazioni care al trumpismo come Alternative fur Deutschland. E che in questa 62esima edizione, anche quale esito di quel sorprendente attacco e delle successive pressioni Usa, riaprirà le porte proprio al partito di ultradestra tedesco, escluso negli ultimi anni a causa delle mai fugate ombre criptonaziste e dei perduranti sospetti di intelligenza con la Russia”.
I punti chiave del vertice UE:
- Asse Roma-Berlino: Buccini sottolinea l’importanza della nuova sintonia tra Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Questa alleanza punta a superare le lungaggini burocratiche di Bruxelles, rilanciare la competitività (seguendo i rapporti di Draghi e Letta) e promuovere la difesa comune (progetto Gcap).
- Federalismo pragmatico: si fa strada l’idea di una “cooperazione rafforzata” (chi vuole e può, procede), anche a costo di superare il dogma dell’unanimità e di rischiare una rottura temporanea con la Francia su alcuni dossier.
- Sfida a Trump: l’urgenza di questa nuova direzione è dettata dalla pressione degli Stati Uniti di Donald Trump, tra minacce di dazi e incertezze sulla NATO.
Le insidie della Conferenza di Monaco:
- Lo sdoganamento di AfD: nonostante i progressi diplomatici, l’autore esprime forte preoccupazione per la riammissione del partito di ultradestra tedesco Alternative für Deutschland (AfD) alla Conferenza di Monaco, dopo anni di esclusione per posizioni anti-democratiche e filorusse.
- Rischi per l’alleanza Meloni-Merz: la legittimazione internazionale di AfD (primo partito nei sondaggi in Germania) rappresenta un’insidia paradossale. Un’eventuale ascesa al potere del partito di Alice Weidel potrebbe minare l’alleanza strategica tra Italia e Germania, data la natura etnonazionalista e anti-europea del movimento.
- Riflessi interni: Buccini ricorda che AfD è vicina a posizioni (come quelle del generale Vannacci) che creano tensioni nella maggioranza di governo italiana, specialmente sul sostegno all’Ucraina e sui rapporti con la Russia.
L’editoriale avverte che, mentre l’Europa cerca faticosamente di darsi una nuova struttura più veloce e competitiva, lo “spirito del tempo” sembra favorire forze che mirano a disarticolare le democrazie liberali. Lo sdoganamento di partiti estremisti sotto i riflettori globali rischia di colpire proprio quei partner moderati su cui l’Italia ha scommesso per contare di più in Europa.
12 febbraio 2026




