Massimo Gramellini ha pubblicato, nella sua rubrica quotidiana sul Corriere della Sera, Il caffè, un breve articolo tra l’ironico ed il sarcastico e piuttosto pungente, nel quale prende per i fondelli il presidente americano.
Scrive Gramellini: ”Su un giornale gli hanno dato del fesso. Si tratta di una notizia sorprendente (la sua arrabbiatura, non l’eventuale fessaggine), dal momento che su di lui hanno/abbiamo detto davvero di tutto. Che è un balordo, un maschilista, un bandito, un ladro, un pazzo scriteriato. E lui ha sempre incassato gli insulti con un digrignar di denti che celava un sogghigno compiaciuto, come se si trattasse di benemerenze acquisite sul campo”.
La reazione inaspettata
Gramellini osserva come Donald Trump sia rimasto profondamente colpito e ferito da un’accusa specifica: quella di essere un “fesso” (o “babbeo”), mossa dal Wall Street Journal. È una reazione sorprendente, considerando che Trump ha sempre ignorato o esibito con orgoglio insulti ben più pesanti (come pazzo, bandito o maschilista), trasformandoli quasi in medaglie al valore.
L’astuzia come valore supremo
A ferire il presidente non è l’attacco morale, ma l’attacco alla sua intelligenza negoziale. L’idea che gli iraniani possano averlo raggirato colpisce il suo punto più sensibile. Trump si difende rivendicando la propria forza distruttiva come prova di intelligenza: per lui, aver ridotto gli avversari in macerie è la dimostrazione ultima di non essere un ingenuo.
Le radici psicologiche
L’autore individua l’origine di questa insicurezza nel rapporto col padre:
- Il trauma infantile: Fred Trump (il “Trumpone”) avrebbe passato la vita a dare dell’imbecille al figlio (“Trumpino”) per sottometterlo.
- L’ansia di riconoscimento: da qui nasce il bisogno ossessivo di Trump di apparire scaltro e spietato, piuttosto che buono.
Il paradosso finale
Gramellini chiude con un paragone mitologico: l’ossessione per la “scaltrezza” è il vero tallone d’Achille di Trump. Tuttavia, a differenza dell’eroe greco, che rimase coerente per dieci anni, Trump mostra una volubilità estrema, cambiando idea con una frequenza disorientante.
23 aprile 2026





