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Esteri

Le competenze di Donald Trump in economia 2

Le competenze di Donald Trump in economia, lo sanno tutti, derivano principalmente dalla sua lunga carriera come imprenditore e dalla sua esperienza come 45° e 47° presidente degli Stati Uniti. La sua visione, spesso definita “Trumponomics”, fonde la pratica del business con una visione nazionalista e protezionista. 

1. Formazione ed esperienza Imprenditoriale

  • Studi: Trump ha conseguito un Bachelor of Science in economia presso la prestigiosa Wharton School dell’Università della Pennsylvania.
  • Trump Organization: ha guidato per decenni la Trump Organization, un conglomerato globale attivo nel settore immobiliare di lusso, dell’hotellerie e dei campi da golf.
  • Approccio al business: la sua competenza è basata sulla negoziazione aggressiva (“The Art of the Deal”) e su una visione dell’economia come un insieme di rapporti di forza bilaterali, piuttosto che di sistemi multilaterali complessi. 

2. Visione economica (Trumponomics)

Il suo approccio si discosta dalle teorie economiche classiche e si focalizza su alcuni pilastri chiave:

  • Protezionismo e dazi: utilizza i dazi doganali (fino al 10-20% a livello globale e oltre il 60% per la Cina) come leva negoziale per ridurre il deficit commerciale e riportare la produzione manifatturiera negli USA.
  • Deregulation: ha promosso una drastica riduzione delle normative federali per favorire la libertà d’impresa, specialmente nei settori energetico e finanziario.
  • Politica fiscale: sostiene forti tagli alle tasse, come il Tax Cuts and Jobs Act del 2017, volti a stimolare gli investimenti aziendali e i consumi interni.
  •  Indipendenza energetica: punta sull’espansione della produzione di combustibili fossili per abbassare i costi energetici, elemento che ritiene fondamentale per la competitività economica. 

3. Rapporto con le istituzioni

Trump ha spesso criticato le politiche monetarie della Federal Reserve, spingendo per tassi di interesse più bassi per favorire la crescita, mettendo talvolta in discussione l’indipendenza tradizionale della banca centrale. 

Mentre i sostenitori lodano la sua capacità di generare crescita e bassi tassi di disoccupazione (pre-pandemia), molti economisti criticano il suo approccio per il rischio di aumentare l’inflazione e il debito pubblico attraverso le barriere commerciali e i tagli fiscali non compensati da riduzioni della spesa. 

4 febbraio 2026

2. Fine