Mattia Feltri, in un suo articolo pubblicato su La Stampa, critica l’ipotesi di introdurre uno scudo penale per le forze dell’ordine, in base al quale un agente che spara a un ladro o rapinatore non verrebbe automaticamente indagato, poiché agirebbe sempre “nel compimento del dovere”.
Esordisce Feltri, a proposito della soluzione ideata dal governo dopo i violenti scontri di Torino: ”Magnifico: il risultato è che si farà un danno all’agente, perché lo si indagherà ma senza le tutele previste dall’avviso di garanzia, per esempio di essere assistito da un avvocato. E tutto questo perché l’avviso di garanzia, pensato a protezione dell’indagato, è invece diventato un preavviso di condanna, o più precisamente un lasciapassare per lo sputtanamento che politici e giornalisti di destra (come politici e giornalisti di sinistra) praticano da decenni per fare colpo su lettori ed elettori”.
Il governo avrebbe pensato addirittura a un meccanismo di autodichiarazione d’innocenza, dove bastava la parola degli agenti per escludere responsabilità. Di fronte alle obiezioni, la proposta si è “corretta”: niente più avviso di garanzia, ma il magistrato indaga comunque, senza informare l’agente e quindi senza garantirgli le tutele previste dalla legge, come il diritto a farsi assistere da un avvocato.
Secondo Feltri, si parte da una distorsione culturale: l’avviso di garanzia, nato per proteggere l’indagato, è diventato un marchio d’infamia mediatica. E per evitare lo sputtanamento pubblico si finisce per peggiorare le tutele legali. Conclude che, per rimediare a un uso “cretino” della legge, si propone una “legge cretina” che rischia di fare ancora più danni.
3 febbraio 2026





