Milena Gabanelli e Simona Ravizza hanno pubblicato sul Corriere della Sera nel loro Data Room un articolo in cui scrivono di personaggi noti, inconsapevoli, mandati in video per micidiali truffe che valgono 180 milioni di euro ogni anno. Si sfrutta la credibilità di politici, giornalisti o economisti con false interviste e consigli fasulli. Ecco come funziona.
La tesi centrale
Ogni anno in Italia le truffe finanziarie online basate su falsi investimenti sottraggono circa 180 milioni di euro, sfruttando volti noti e testate giornalistiche credibili, grazie a contenuti deepfake generati con l’intelligenza artificiale e diffusi soprattutto sui social network.
Scrivono Gabanelli e Ravizza: ”Il link che clicchiamo porta alla pagina della piattaforma di trading attraverso un reindirizzamento, di cui l’utente non riesce ad accorgersi, su siti come fundexory. La piattaforma in cui entriamo è Fortunezza, che a sua volta si appoggia ad altri siti creati ad hoc, con indirizzi come binaryplatforms.cc, wealthinvest.cc o re.finssupp.com. Ed è qui che viene chiesto di registrarsi, con inserimento di nome, cognome, e-mail e numero di telefono. Nel giro di pochi minuti arriva la chiamata da un call center: ti informa che il denaro sarà trasformato in criptovalute, sui rendimenti non si pagheranno tasse e in qualunque momento si potrà rientrare. Segue l’invio di un’e-mail con le istruzioni per il versamento di 250 euro tramite bonifico o carta di credito”.
Come funziona il raggiro
Il meccanismo è collaudato e internazionale:
- Adescamento sui social
Post sponsorizzati su Facebook e Instagram, apparentemente pubblicati da siti di informazione, rimandano a articoli falsi che imitano perfettamente la Repubblica o altre testate. - Uso illecito di personaggi pubblici
I finti articoli e video mostrano false interviste o dichiarazioni attribuite a figure autorevoli e inconsapevoli come Giorgia Meloni, Mario Draghi, Elisabetta Belloni, Lucrezia Reichlin, Antonio Scurati e giornalisti come Sigfrido Ranucci ed Enrico Mentana.
Vengono promessi investimenti “sicuri”, “esentasse” e ad altissimo rendimento. - Piattaforme fantasma
Il link conduce a piattaforme di trading fasulle (con nomi che cambiano di continuo, generati dall’IA) dove viene chiesta una prima somma, di solito 250 euro. - Call center e rassicurazioni
Un call center convince la vittima che il denaro verrà convertito in criptovalute, sarà sempre recuperabile e crescerà rapidamente. - Falsa crescita del capitale
Nella piattaforma fittizia il capitale sembra aumentare ogni giorno, spingendo a versare somme sempre più alte. - Blocco dei prelievi
Quando si chiede di rientrare dei soldi, vengono richiesti ulteriori pagamenti. Il denaro reale è già passato in wallet crittografici e sparito in una catena di trasferimenti.
I numeri del fenomeno
- Italia: circa 180 milioni di euro l’anno, secondo le denunce alla Polizia Postale.
- Stati Uniti: nel 2024 6,57 miliardi di dollari di perdite per frodi sugli investimenti, secondo l’FBI.
Perché è quasi impossibile fermarli
I truffatori:
- usano server e provider distribuiti in più Paesi,
- mascherano i siti con servizi come Cloudflare,
- nascondono l’identità dei proprietari dei domini,
- sfruttano persone ignare o nomi inventati come prestanome.
Quando una pagina viene chiusa, ne nascono subito altre, in un ciclo continuo.
Il ruolo delle piattaforme social
Una responsabilità chiave ricade su Meta Platforms Inc., che incassa denaro dalle inserzioni pubblicitarie usate per promuovere le truffe.
Nonostante le policy ufficiali prevedano controlli preventivi, questi risultano inefficaci. Negli Stati Uniti, il procuratore generale della Pennsylvania Dave Sunday ha chiesto a Meta di rivedere radicalmente le proprie pratiche, aprendo la strada a possibili class action.
Conclusione e avvertimento
Il messaggio finale dell’inchiesta è netto:
non fidarsi mai di chi promette guadagni facili e garantiti, qualunque volto o testata venga mostrata.
Oltre a perdere i risparmi, le vittime consegnano anche i propri dati personali a un circuito opaco che alimenta ulteriori frodi e deepfake.
Un’unica difesa efficace: diffidenza sistematica e verifica delle fonti.
22 aprile 2026





