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Ci sono giorni senza “se” e senza “ma”

Francesca Paci ha pubblicato su La Stampa un articolo, a proposito dell’attacco alla redazione de “La Stampa” che è e resta un gesto ignobile, in cui scrive che alla signora Albanese, relatrice speciale dell’Onu: ”sarebbe bastato dire di essere stata fraintesa, succede. In fondo l’ha fatto lei stessa con la Bbc, scusandosi per una lettera del 2014 dove usava espressioni antisemite di cui non era «consapevole». L’ha fatto un mese fa con il sindaco di Reggio Emilia. Stavolta invece no, «nessuno scivolone», solo la malafede di quanti vorrebbero far tacere Francesca Albanese e inevitabilmente falliscono.er tornare a fare il proprio lavoro» e che, al netto della «comprensibile rabbia» contro i media ingiusti verso la Palestina, «la violenza, anche dentro a un sistema violento, finisce per rafforzare chi ci opprime»”. Invece no. E ha sbagliato.

Ci sono giorni in cui la vocazione al “sì, ma” graffia come unghie sulla lavagna: e oggi è uno di quelli. La signora Albanese ha sì condannato l’irruzione dei pro-Pal alla redazione de La Stampa salvo chiosare con l’auspicio che quanto accaduto «sia anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro» e che, al netto della «comprensibile rabbia» contro i media ingiusti verso la Palestina, «la violenza, anche dentro a un sistema violento, finisce per rafforzare chi ci opprime». Insomma, sì, l’assalto di venerdì è sbagliato: ma suvvia, ce lo siamo meritati.

Albanese ama raffigurarsi come una donna irriducibile al silenzio e infatti è onnipresente, non solo nelle piazze reali e virtuali ma soprattutto su quella stampa a cui pure, nel giorno più buio, ha consigliato di tornare a fare il proprio lavoro. L’ha ripetuto anche ieri sera dal palco romano della manifestazione in favore di Gaza, dove già rimbalzava l’eco delle polemiche politiche per le sue parole di solidarietà “sì, ma” con La Stampa: «Vogliono affossarmi», il monito. Chi sia a volerla affossare non conta, è comunque avvertito.

E pensare che sarebbe bastato dire di essere stata fraintesa, succede. In fondo l’ha fatto lei stessa con la Bbc, scusandosi per una lettera del 2014 dove usava espressioni antisemite di cui non era «consapevole». L’ha fatto un mese fa con il sindaco di Reggio Emilia. Stavolta invece no, «nessuno scivolone», solo la malafede di quanti vorrebbero far tacere Francesca Albanese e inevitabilmente falliscono.

Siamo rimasti male, signora relatrice speciale dell’Onu. Ci sono giorni netti, senza se e senza ma. Come quello in cui qualcuno nel nome della libertà di parola dell’imam Mohamed Shahin prova a toglierla a un giornale che non lo avrebbe meritato neppure a fronte del peggiore articolo. L’ha detto chiaro e tondo perfino l’imam. Lei no. Peccato.

30 novembre 2025