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Giuseppe Del Deo e il gruppo di collaboratori chiamati “i neri”

Su Il Fatto Quotidiano riguardante l’ultima bomba che può creare tanti problemi all’esecutivo Melono. Si tratta dell’inchiesta sulla cosiddetta “Squadra Fiore” e il coinvolgimento di Giuseppe Del Deo.

Tra gli indagati dalla Procura di Roma compare, infatti, anche il nome di Giuseppe Del Deo. Ex ufficiale dell’esercito, con una carriera trentennale nei servizi segreti, era stato nominato da Giorgia Meloni nell’agosto del 2024 numero 2 del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (l’organo che coordina l’intera attività di informazione per la sicurezza delle due agenzie Aise e Aisi). Incarico di vicedirettore del Dis che aveva lasciato pochi mesi dopo, nell’aprile del 2025, prima dell’età pensionabile. Attualmente è il presidente esecutivo di Cerved Group Spa (società estranea all’inchiesta).

Si scrive Il Fatto: ”L’ex dirigente “in posizione apicale del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica, avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del comparto”, si legge in una nota diffusa dai carabinieri del Ros. Gli approfondimenti investigativi, avrebbero così permesso di acquisire nuovi elementi idonei a delineare ulteriori fattispecie delittuose per le quali risultano coinvolti imprenditori ed ex appartenenti all’intelligence nazionale. Nel dettaglio, gli interessati risultano indagati a vario titolo dei reati di peculato in concorso (imprenditori e Del Deo) poiché, nel 2023, si sarebbero appropriati di fondi dell’Aisi, per alcuni milioni di euro destinati a saldare un contratto di fornitura, di fatto mai eseguito, stipulato tra l’Aisi e una società operante nel settore della produzione di sistemi software e hardware. Nell’inchiesta viene ipotizzato anche il reato di truffa aggravata, poiché, come spiega la nota del Ros “nell’ambito di una operazione di acquisizione di società operanti nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali infrastrutturali e soluzioni di intelligence per l’innovazione, l’imprenditore titolare della acquisenda società, al fine di aumentarne il prezzo di vendita attraverso una clausola di earn-out2 (che lega una componente aggiuntiva del prezzo di vendita al raggiungimento di specifici obiettivi finanziari o commerciali), con artifizi e raggiri, nel conto economico del 2023, avrebbe esposto valori fittizi di fatturato tali da incrementare, falsamente e per oltre 40 milioni di euro, il margine operativo lordo (Ebitda) della società, usato quale parametro per la maturazione della componente di prezzo integrativa. Tale operazione, avrebbe procurato all’imprenditore un profitto di circa 8 milioni di euro non dovuti, con correlativo danno anche a Cassa Depositi e Prestiti, di cui è azionista di maggioranza il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto, attraverso Cdo Equity S.p.A, deteneva una parte del capitale della società acquirente”.

Il profilo di Giuseppe Del Deo

Giuseppe Del Deo è un ex ufficiale dell’esercito con una lunga carriera nei servizi segreti. Nell’agosto 2024 era stato nominato da Giorgia Meloni come vicedirettore del DIS (il Dipartimento che coordina Aise e Aisi), incarico che ha lasciato nell’aprile 2025. Attualmente è presidente esecutivo di Cerved Group Spa (società non coinvolta nell’indagine).

Le Accuse Principali

L’inchiesta della Procura di Roma, eseguita dai carabinieri del ROS, ipotizza diversi reati:

  • Peculato: Del Deo è accusato di essersi appropriato, in concorso con alcuni imprenditori, di circa 5 milioni di euro appartenenti ai fondi dell’Aisi. Tali somme sarebbero state versate per contratti di fornitura tecnologica (sistemi biometrici e software) verso società “amiche” (come la Sind), ma le forniture non sarebbero mai state realmente eseguite.
  • Accesso abusivo e dossieraggio: avrebbe utilizzato gli schedari informativi dei servizi segreti per fini non istituzionali, alimentando un’attività di dossieraggio su politici, imprese e privati cittadini.
  • Truffa aggravata: un filone dell’indagine riguarda una presunta truffa da 40 milioni di euro legata alla vendita di società di consulenza digitale, con un danno che avrebbe colpito anche Cassa Depositi e Prestiti.

I “Neri” e la squadra Fiore

Secondo i magistrati, quando Del Deo era dirigente del reparto economico-finanziario dell’Aisi, si sarebbe avvalso di un gruppo clandestino di collaboratori chiamati convenzionalmente “i neri”. Questa squadra svolgeva attività “para-investigative” e clandestine. Dalle intercettazioni emergono anche riferimenti opachi a presunti “casini” o interferenze che questo gruppo avrebbe operato in relazione al Vaticano.

Contesto dell’indagine

L’inchiesta nasce in parte dagli sviluppi dell’indagine milanese “Equalize” (sul dossieraggio su vasta scala) e mira a smantellare la “Squadra Fiore”, una struttura parallela dedita alla raccolta illecita di informazioni attraverso l’accesso abusivo alle banche dati istituzionali. Ad oggi risultano indagate 11 persone.

21 aprile 2026