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Troppo social, pochi incontri

Mauro Magatti, ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui analizza i comportamenti delle persone sia in età giovanile sia no. Sostiene: ”Sottotraccia, quasi senza far rumore, sta cambiando la trama delle nostre relazioni sociali. Que: llo che sta avvenendo è un processo di «disaffiliazione» — cioè di perdita del legame con gli altri — che tocca la vita quotidiana delle persone e, insieme, la tenuta della società nel suo insieme”.

Il processo di “disaffiliazione” nella società contemporanea

Mauro Magatti evidenzia un profondo e silenzioso cambiamento nella trama delle relazioni sociali, definito come “disaffiliazione“: la perdita del legame significativo con gli altri. Questo processo incide sulla vita quotidiana e sulla tenuta complessiva della società.


I dati e la natura della socialità

  • Isolamento crescente: i dati dell’OCSE mostrano che un intervistato su dieci dichiara di non avere relazioni significative. Questa quota è alta tra gli anziani, ma persistente anche tra giovani e adulti.
  • Frenesia e rarefazione: la vita sociale è diventata frenetica ma rarefatta. Si hanno molte più interazioni (come “atomi accelerati”), ma sempre meno relazioni profonde, riducendo gli spazi di socialità spontanea.

L’impatto della tecnologia: dai social all’AI

La tecnogenesi (la nascita di nuove tecnologie) porta a una antropogenesi (un cambiamento nell’essere umano e nelle sue relazioni):

  • Social media: le piattaforme social hanno facilitato la comunicazione, ma reso più raro l’incontro concreto con l’altro. La “relazione” è distorta in una forma di consumo a disposizione dell’io, basata sulla logica della gratificazione immediata del “mi piace”, anziché sull’incontro con l’altro che provoca o scuote.
  • Intelligenza artificiale (AI): l’AI segna l’ingresso nell’epoca della sostituzione della relazione umana con quella uomo-macchina. Esempi come l’app Replika dimostrano il successo di “amici” o “fidanzati virtuali” senza giudizio, dramma o ansia sociale, che offrono una connessione emotiva senza limiti.

La fragilità delle reti tradizionali

Il fenomeno si aggrava con i cambiamenti demografici:

  • Aumento dei single: aumentano i nuclei familiari composti da una sola persona (quasi un terzo in Italia; oltre il 50% nelle grandi città come Milano), sia tra gli anziani che tra i giovani adulti.
  • Indebolimento domestico e di prossimità: la famiglia, storicamente la principale rete di protezione, è oggi più piccola, fragile e instabile. I turni di lavoro 24/7 rendono difficile l’incontro anche tra familiari. Si indeboliscono le reti di prossimità (meno nonni, meno vicini).

Le gravi conseguenze individuali e sociali

La povertà di relazioni ha conseguenze importanti che vanno oltre la sfera individuale:

  • Disagio giovanile: un contesto relazionale povero favorisce l’aumento di disturbi comportamentali, ansia e fenomeni come quello degli hikikomori (giovani che si ritirano socialmente), che sono la spia di un disagio più ampio.
  • Vulnerabilità collettiva: la disaffiliazione non genera solo infelicità privata, ma vulnerabilità collettiva. L’isolamento rafforza il senso di abbandono e, di conseguenza, il risentimento, il sospetto e la paura dell’altro. Su queste emozioni attecchiscono manipolazioni e populismi, rendendo fragile la democrazia.

La soluzione: ricostruire il legame sociale

L’autore conclude con un’indicazione: nella società attuale è necessario prendersi cura del legame sociale.

  • Oltre la tecnologia: non bastano soluzioni individuali o tecnologiche, ma servono politiche e pratiche che favoriscano la prossimità, l’incontro e la partecipazione. Questo è il cuore del nuovo welfare da ricostruire.
  • I Luoghi dell’incontro: è essenziale reincardinare la relazione nelle forme di vita attraverso luoghi come la scuola, il volontariato, le associazioni civiche, lo sport, le comunità religiose, le imprese e, soprattutto, le forme dell’abitare. Questi sono gli spazi per imparare a vivere insieme e costruire fiducia.
  • Svolta culturale: serve una svolta che riconosca che la vera libertà nasce dal legame. L’isolamento rende “perduti”; essere liberi implica poter contare su qualcuno e sapere che qualcuno può contare su di noi. La disaffiliazione è un segnale d’allarme, e ricostruire la trama invisibile dei legami è la condizione per restare umani.
  • 9 novembre 2025