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Senza confini

Mattia Feltri ha pubblicato un articolo su La Stampa e ha fatto delle brevi riflessioni su due libri: “Il diavolo in tasca” di Carlo Verdelli, dedicato al rapporto tra genitori, figli e smartphone, e “Il silenzio dell’opinione pubblica”, una conversazione tra Bauman e Ezio Mauro.

Scrive Feltri: ”Dal titolo, e dalla recensione scritta da Ferruccio de Bortoli, ex direttore ed oggi prestigioso editorialista del Corriere della Sera (ndr), si intuisce un libro di grande allarme, che sprona a una rivoluzione culturale, e cioè i genitori a dare il buon esempio anziché quello cattivo, ancora più importante delle limitazioni e dei divieti ai ragazzi nell’accesso ai social, soluzione sempre più in voga nel mondo. Io continuo a pensare che il proibizionismo non funzioni e crei più problemi di quanti ne risolva, e invito a guardare al processo cominciato a Los Angeles contro Facebook, Instagram, TikTok e YouTube, accusati di usare algoritmi studiati per creare dipendenza”.

Feltri condivide la tesi di Verdelli (e della recensione di De Bortoli) secondo cui i genitori dovrebbero dare il buon esempio nell’uso della tecnologia, più che imporre divieti. È contrario al proibizionismo digitale: meglio agire sulle piattaforme e sugli algoritmi che creano dipendenza, piuttosto che vietare ai ragazzi l’uso degli smartphone.

Richiama anche il processo avviato a Los Angeles contro i social (Facebook, Instagram, TikTok, YouTube), visti come colpevoli di disegnare algoritmi nocivi.

Infine, cita Bauman e Mauro per ricordare che le sovranità nazionali non bastano più ad affrontare le disuguaglianze generate dal capitalismo globale. Secondo Feltri, solo i giovani, cresciuti in rete e senza confini mentali, potranno creare un nuovo ordine. Non servono paure, ma consapevolezza e fiducia nel futuro digitale.

4 febbraio 2026