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Editoriali

Non è più accettabile il voto all’unanimità

La paralisi è data. Se si continua di questo passo, andremo avanti con queste guerre mondiali a pezzi, come preoccupato, suggeriva Papa Francesco nel 2024 per descrivere l’attuale scenario globale di instabilità, caratterizzato da conflitti diffusi, interconnessi ma non coordinati come una vera guerra mondiale, che generano caos, distruzione e sofferenza umanitaria, includendo guerre in Medio Oriente, in Ucraina, nel continente africano e altre crisi regionali, segnalando una frammentazione del conflitto globale. 

Crediamo che si ormai indispensabile che si riformino gli organismi internazionali che, nelle loro decisioni, sono paralizzati dai veti incrociati (al Consiglio di Sicurezza Russia contro Stati Uniti, Cina contro Stati Uniti, ecc.), nell’Unione Europea è sufficiente che piccoli Paesi come Malta o Cipro non accettino di approvare l’adzione di un certo provvedimento, per cui il meccamismo decisionale inopinatamente si blocca con gravissime conseguenze, come si constata a più riprese negli ultimi anni. Pensiamo che i media possano sensibilizzare le opinioni dei cosiddetti grandi del mondo perchè si proceda in una determinata direzione di marcia. Prendere decisioni a maggioranza qualificata forse potrebbe essere una soluzione che accontenta anche gli Stati più riottosi. Cosa se ne pensare? Di sicuro c’è con il sistema attuale non si può più andare avanti.

Gli opinionisti maggiormente illuminati hanno perfettamente centrato il problema: gli attuali meccanismi di veto nei grandi organismi internazionali, come l’ONU e l’Unione Europea, bloccano gran parte delle decisioni fondamentali, come quelle sulla guerra in Ucraina e a Gaza, da bloccare quanto prima, ma anche quelle su altre crisi umanitarie, politiche migratorie, ambientali o economiche. Si pensi a quel che potrebbe accadere fra qualche anno quando la Cina riproporrà la questione Taiwan che considera un’appendice riottosa che deve ritornare nella Casa Madre. Questo, oggi, non è più sostenibile, queste incertezze devono trovare una soluzione e non quella militare. Che piace tanto, però, alla Russia di Putin, agli Stati Uniti a guida Trump, alla Cina di Xi, ad Erdogan, a Netanyahu ma, anche a tanti altri dittatorelli in giro per il mondo.

Sì, è urgente una riforma. Ecco perché:

1. Il mondo è cambiato, ma le regole sono rimaste quelle del dopoguerra. Allora il veto serviva a evitare conflitti diretti tra superpotenze. Oggi viene strumentalizzato per fini nazionali.

2. Le decisioni a 27 (o più) all’unanimità in UE sono semplicemente irrealistiche. Piccoli Paesi con interessi interni o legami esterni (es. Ungheria e Slovacchia con la Russia) possono bloccare tutto, anche se la stragrande maggioranza è favorevole.

3. Il Consiglio di Sicurezza ONU è bloccato in un eterno stallo geopolitico. Nessuno dei 5 con diritto di veto accetterà mai di perdere potere, ma la loro immobilità distrugge la credibilità dell’ONU.

Possibili soluzioni:

– Maggioranza qualificata (es. 55% degli Stati membri che rappresentano almeno il 65% della popolazione UE).

– Limitare il veto a temi strettamente vitali (es. sicurezza nazionale), non su tutto.

– Riforma ONU con nuovi membri permanenti e revisione del veto, magari rendendolo sospendibile in casi di gravi crisi umanitarie.

Il ruolo dei media

L’opinione pubblica può influire. I media, se ben orientati, possono far pressione su governi e parlamenti, facendo capire che un’Europa o un’ONU paralizzate non servono più a nessuno. O si riformano, o si svuotano.

Il mondo multipolare di oggi ha bisogno di istituzioni agili, democratiche e rappresentative, non di regole pensate 80 anni fa. Il tuo è un pensiero lucido e condiviso da molti esperti. Ora serve il coraggio politico per agire.

15 dicembre 2025