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Esteri

Del diritto di veto nell’Unione Europea

Il diritto di veto di uno dei 27 Stati membri dell’Unione Europea, pone l’istituzione nell’impossibilità di fare dei passi in avanti sulla strada della completa integrazione dei Paesi membri. Un compromesso è semplicemente impossibile ed irrealistico, così come a New York è sempre più spesso paralizzato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu che non appare più in grado di poter affrontare e risolvere le grandi crisi internazionali. Che negli ultimi anni sono aumentate. Cosa pensare?

  1. Il veto nell’Unione Europea
  • Ogni decisione su materie sensibili (politica estera, difesa, fisco, bilancio) richiede l’unanimità.
  • Basta un solo Stato (es. Ungheria, Slovacchia, Polonia, Cipro, Malta) per bloccare tutto, anche misure fondamentali come le sanzioni o l’assistenza militare.
  • In un’Unione a 27 (e potenzialmente più in futuro), l’unanimità è una formula che garantisce l’immobilismo.

Soluzione possibile?

  • Passare al voto a maggioranza qualificata, almeno in alcune materie chiave.
  • Serve una riforma dei trattati, ma anche in questo… serve l’unanimità. Un paradosso.

  1. Il veto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU
  • I 5 membri permanenti (USA, Russia, Cina, Francia, Regno Unito) possono bloccare qualsiasi risoluzione.
  • La Russia lo ha fatto per impedire condanne sulla guerra in Ucraina, gli USA su Israele, la Cina su Myanmar, ecc.
  • Il mondo multipolare di oggi non può più essere gestito da un meccanismo nato nel 1945, che riflette un ordine superato.

Soluzione possibile?

  • Una riforma del Consiglio con nuovi membri permanenti (India, Brasile, Sudafrica?), magari senza diritto di veto.
  • Ma anche qui: chi ha il veto può bloccare la riforma che lo riguarda. Altro paradosso.

Conclusione
Il diritto di veto, pensato per garantire equilibrio e pace, oggi è usato per difendere interessi nazionali ristretti, anche a costo di alimentare guerre o crisi umanitarie. Senza una sua revisione, sia l’UE che l’ONU rischiano di perdere credibilità e utilità in un mondo che avrebbe invece bisogno di istituzioni capaci di agire.

15 dicembre 2025