La vergogna e l’inutilità del vertice Trump-Putin
Donald Trump aveva fissato all’8 agosto la scadenza entro cui Vladimir Putin avrebbe dovuto accettare un cessate il fuoco immediato, pena un nuovo e poderoso pacchetto di sanzioni economiche. Invece, a Anchorage, in Alaska, ha accolto con entusiasmo il dittatore russo, come fosse il leader di una superpotenza amica, e ha finito per adottare la sua posizione — puntare a un accordo di pace complessivo piuttosto che a un cessate il fuoco preliminare. Dunque, a che punto siamo dopo tre settimane di show trumpiano?
L’articolo di Garton Ash critica aspramente il recente incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin ad Anchorage, in Alaska. L’autore definisce l’incontro un’enorme vittoria per Putin, che ha ottenuto un’udienza con il leader del “mondo libero” nonostante sia considerato un criminale di guerra. La visione di Putin che sorride dall’auto blindata di Trump è un simbolo della sua soddisfazione. Garton Ash paragona ironicamente la situazione a un vertice tra Roosevelt e Hitler nel 1940. La Russia, anziché rispettare il cessate il fuoco, ha continuato i suoi attacchi, colpendo una fabbrica statunitense in Ucraina occidentale dopo il vertice, dimostrando il suo disprezzo per Trump. L’autore descrive il comportamento di Trump come moralmente vergognoso, diplomaticamente inetto e ridicolo, guidato unicamente dal suo narcisismo e dal suo interesse personale.
La solidarietà (umiliante) dell’Europa
Garton Ash vede un lato positivo nella pronta reazione dei leader europei, che hanno interrotto le vacanze per recarsi a Washington e sostenere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nonostante l’assenza della Polonia, il gesto mostra un’unità di intenti nel sostenere l’Ucraina. Tuttavia, l’autore sottolinea l’umiliazione per i leader europei, costretti ad adulare Trump per convincerlo a tornare a una posizione ragionevole, ovvero la necessità di un cessate il fuoco e di garanzie di sicurezza concrete. L’autore sostiene che questa umiliazione continuerà finché l’Europa non diventerà una “superpotenza a tutto tondo”.
ll futuro dell’Ucraina: un’ultima speranza
Secondo Garton Ash, l’esito della guerra non dipenderà dai negoziati di pace a breve termine, ma dall’andamento del conflitto stesso e dagli accordi di difesa a lungo termine. Il “memorandum di Budapest del 1994”, che garantiva la sicurezza dell’Ucraina, è stato “carta straccia”, quindi le nuove garanzie di sicurezza dovranno essere concrete, basate su armamenti e fiducia reciproca. L’autore conclude che l’unica speranza per l’Ucraina è che l’Europa (e in parte gli Stati Uniti) continui a fornire un robusto supporto militare, industriale ed economico. Se l’Ucraina riuscirà a resistere e la pressione su Putin aumenterà a causa dei costi economici e delle perdite umane, il leader russo potrebbe finalmente essere disposto a negoziare. L’articolo si chiude con una nota di scetticismo, dato che Trump, definito un “perdente” che non cambierà le sue abitudini, probabilmente non imporrà mai sanzioni sufficientemente dure alla Russia. Il resto, secondo Garton Ash, è solo “rumore e furore trumpiano”.
28 agosto 2025





