Viviana Mazza ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo che riguarda alcune email di Jeffrey Epstein che suggeriscono una conoscenza maggiore da parte di Donald Trump sugli abusi del finanziere rispetto a quanto l’ex presidente abbia ammesso.
La Mazza scrive: ”I democratici accusano i rivali di cercare di disorientare l’opinione pubblica e di difendersi così dalle richieste dei loro elettori di pubblicare tutti i file su Epstein. Proprio ieri si è insediata alla Camera la deputata democratica dell’Arizona Adelita Grijalva: la sua sarà la 218esima firma in una petizione che mira a costringere l’aula a votare per spingere il governo Trump a pubblicare tutti i file. Ieri è stata convocata nella Situation Room della Casa Bianca la deputata Lauren Boebert, una dei 4 repubblicani che hanno firmato quella petizione: secondo i media, il governo Trump vorrebbe convincerla a togliere la sua firma”.
Le rivelazioni dei democratici
I democratici della Commissione Vigilanza della Camera hanno pubblicato tre scambi di email di Jeffrey Epstein (datati 2011, 2015 e 2019) che mirano a mettere in imbarazzo Trump:
- Email del 2011 (a Ghislaine Maxwell): Epstein fa riferimento a Trump come il “cane che non ha ancora abbaiato”, suggerendo che Trump non aveva rivelato dettagli sulle sue attività. Aggiunge che una ragazza – poi identificata dai repubblicani come Virginia Giuffre – “ha passato ore a casa mia con lui”.
- Email del 2019 (al giornalista Michael Wolff): Epstein scrive che Donald Trump “ovviamente sapeva delle ragazze e aveva chiesto a Ghislaine di smetterla”.
- Email del 2015 (a Michael Wolff): il giornalista avvisa Epstein che la CNN stava considerando di porre a Trump domande sul loro rapporto, e Epstein chiede consiglio. Wolff suggerisce di non far nulla, ipotizzando che l’eventuale negazione di Trump (“non è stato sull’aereo o a casa tua”) potesse essere usata in seguito per danneggiarlo o, al contrario, per renderlo “in debito” con Epstein.
La risposta dei repubblicani e di Trump
Donald Trump ha negato ogni coinvolgimento, affermando che la sua amicizia con Epstein risale a molto tempo fa e che si erano allontanati. Ha definito le pubblicazioni come un “tentativo in malafede di distrarre” il pubblico dai suoi successi.
I Repubblicani hanno risposto alle accuse:
- Accusano i democratici di pubblicare contenuti in modo selettivo e diffamatorio.
- Ricordano che Trump cacciò Epstein dal suo club decenni prima perché “faceva il pervertito con le dipendenti, inclusa la Giuffre”.
- Hanno pubblicato 23 mila pagine di documenti su Epstein, inclusi scambi in cui Epstein insulta Trump e una dichiarazione del 2016 di Virginia Giuffre in cui sosteneva di non credere che Trump avesse partecipato ad atti sessuali illeciti e di non averlo mai visto a casa di Epstein.
L’iniziativa per la trasparenza totale
L’articolo evidenzia che l’obiettivo ultimo di alcuni Democratici è costringere il governo a pubblicare tutti i file su Epstein. L’arrivo di una nuova deputata democratica fornisce la 218esima firma necessaria per una petizione che costringerebbe la Camera a votare per la pubblicazione integrale dei documenti. Il governo Trump starebbe cercando di convincere i pochi Repubblicani firmatari a togliere la loro firma.
13 novembre 2025





