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Economia

Pensioni: in Italia la vita lavorativa più corta d’Europa

In Italia la vita lavorativa più corta d’Europa ma con l’età più alta per lasciare il lavoro: i motivi di questo paradosso”:

L’Italia presenta un paradosso nel panorama previdenziale europeo: pur essendo tra i Paesi con l’età pensionabile più elevata (destinata a salire dagli attuali 67 anni a 70 anni nel 2067), ha la durata effettiva della vita lavorativa più bassa in Europa.

L’Italia si prepara ad affrontare un nuovo innalzamento dell’età pensionabile, ma la durata effettiva della vita lavorativa resta sempre tra le più basse in Europa. È il paradosso che emerge incrociando i dati della Ragioneria Generale dello Stato con quelli diffusi da Eurostat e che è stato evidenziato dal Sole24ore.

Secondo i dati Eurostat, la “durata attesa della vita lavorativa” in Italia è di 32,8 anni (2024), significativamente inferiore alla media europea di 37,2 anni. L’Italia si colloca penultima nell’Unione Europea, davanti solo alla Romania.

Fattori chiave e cause del paradosso:

  1. Ingresso tardivo e discontinuo nel mercato del lavoro:
    1. L’istruzione secondaria e i percorsi universitari sono spesso più lunghi rispetto ad altri Paesi europei.
    1. L’ingresso nel mondo del lavoro è spesso frammentato, caratterizzato da contratti a termine, tirocini e periodi di attesa, con conseguente perdita di anni contributivi.
  2. Lavoro sommerso (in nero): l’ampia diffusione dell’economia sommersa (circa il 9% del PIL) riduce la durata ufficiale della carriera contributiva.
  3. Disparità geografiche e di genere:
    1. C’è una netta frattura tra il Nord Europa (dove la vita lavorativa supera i 40 anni) e l’Italia.
    1. L’Italia ha il divario di genere più ampio dell’Unione (nove anni): le donne italiane lavorano in media solo 28,2 anni, il dato più basso d’Europa.
  4. Peso dei prepensionamenti: nonostante l’età pensionabile alta, il sistema italiano continua a registrare un numero consistente di uscite anticipate, inclusi gli ex “baby pensionati” usciti dal lavoro con pochi anni di contribuzione.
  5. Una contraddizione che, in prospettiva, rischia di ampliare ulteriormente il divario tra un’età pensionabile sempre più alta e una vita lavorativa reale che resta, nei fatti, troppo corta.

In sintesi, la combinazione di un ingresso posticipato e carriere frammentate e irregolari, unita ai meccanismi di uscita anticipata, contribuisce a mantenere la durata media delle carriere italiane tra le più brevi del continente.

3 novembre 2025