Sul sito della Rai`è stato pubblicato un articolo che tratta della messa in onda dell’inchiesta di Report che ha sollevato forti polemiche sull’imparzialità dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, focalizzandosi sul commissario Agostino Ghiglia (ex esponente di Fratelli d’Italia, FdI).
1. La diffida e la messa in onda
- Ghiglia ha tentato di bloccare la trasmissione di Report inviando una pec alla Rai, contestando l’acquisizione illecita di dati personali e minacciando azioni legali, accusando Report di violazione della corrispondenza privata.
- Il conduttore Sigfrido Ranucci ha respinto l’accusa, definendola un tentativo di “mettere un bavaglio” e di “interruzione di servizio pubblico”.
- La Rai ha confermato la messa in onda, non ravvisando elementi per bloccare la trasmissione in assenza di un intervento dell’autorità giudiziaria.
2. Contenuti dell’inchiesta e accuse
L’inchiesta di Report si concentra sulle “pressioni” e le presunte interferenze politiche che avrebbero portato alla maxi-multa di 150.000 euro inflitta alla Rai per la diffusione dell’audio della telefonata privata tra l’allora ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie.
- Urgenza del caso Sangiuliano: Report sostiene che l’esposto di Sangiuliano fu gestito con urgenza su sollecitazione di Ghiglia e dello stesso ministro, permettendo di arrivare alla delibera (la multa) in tempi record, inferiori alla metà del tempo medio.
- Incontro con FdI: l’inchiesta rivela, con testimonianze e video, che Ghiglia si recò nella sede di Fratelli d’Italia il giorno prima della votazione interna sulla multa alla Rai.
- Ghiglia si è difeso, affermando di essere andato per incontrare Italo Bocchino (dirigente FdI) per ragioni editoriali e di aver incrociato Arianna Meloni (capo segreteria FdI) solo di sfuggita.
- Report (citando Il Fatto) aggiunge che Ghiglia sarebbe rimasto nella sede FdI 50 minuti in più dopo l’incontro con Bocchino.
- Altri presunti interventi: Report ha sollevato anche altri interventi di Ghiglia su questioni politiche, come:
- La richiesta di una verifica “urgente” per limitare la diffusione di dati sulla ristrutturazione della villa della premier Giorgia Meloni.Decisioni del garante sulle inchieste di Fanpage (su Gioventù d’Italia, movimento giovanile di FdI) e sul libro “Fratelli di chat”.
- Promozioni a membri della sua segreteria con legami (parentela/amicizia) con FdI.
- Imparzialità del Collegio: Report estende le critiche all’intera composizione del Garante, sottolineando la natura di nomina politica dei componenti (Stanzione, Cerrini Feroni, Scorza, Ghiglia) e sollevando dubbi sulla loro terzietà nelle decisioni con risvolti politici.
3. Reazioni politiche
- Opposizioni (M5S, PD, AVS): hanno reagito duramente, chiedendo le dimissioni immediate di Ghiglia e denunciando un tentativo di “bavaglio” all’informazione. Hanno accusato l’Autorità di trasformarsi in uno “strumento di intimidazione” e un “tribunale politico” al servizio di FdI.
- Governo e Maggioranza (FdI): hanno adottato una posizione di silenzio formale e difesa indiretta. Arianna Meloni ha negato un coinvolgimento nella decisione della multa, definendo la polemica un “clima da caccia alle streghe” e confermando l’incontro con Ghiglia solo come un breve saluto. La linea è difendere l’indipendenza del Garante, ricordando che il collegio è stato nominato nel 2020.
Assolutamente. L’articolo della Rai evidenzia chiaramente le accuse di inopportunità e conflitto di interessi sollevate da Report e dalle forze di opposizione nei confronti di Agostino Ghiglia.
Riassumendo i punti cruciali che supportano la sua osservazione:
- Incontro Sospetto: La visita di Ghiglia alla sede di Fratelli d’Italia il giorno prima della votazione sulla multa, con l’incrocio (anche se Ghiglia lo minimizza) con Arianna Meloni, è vista come un gesto che mina la terzietà e l’indipendenza di un membro di un’Autorità Garante.
- Velocizzazione del procedimento: le comunicazioni interne (intercettate da Report) che mostrano Ghiglia chiedere di accelerare il procedimento sul caso Sangiuliano aggiungono un elemento di presunta pressione politica su una decisione tecnica.
- Tentativo di blocco: l’invio della diffida per tentare di bloccare la messa in onda di un’inchiesta giornalistica è stato interpretato da Ranucci e dalle opposizioni come un grave tentativo di “bavaglio”, in netto contrasto con il ruolo di garanzia istituzionale.
L’articolo stesso riporta che le opposizioni hanno avanzato con forza la richiesta di dimissioni proprio in virtù di questo comportamento ritenuto inaccettabile e non consono al ruolo super partes che Ghiglia dovrebbe ricoprire. L’implicita richiesta di ammissione di errore e conseguenti dimissioni è infatti il fulcro della polemica politica scatenata dall’inchiesta.
3 novembre 2025







