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Economia

Fisco, quanto ti odio!

Il gigantesco problema dell’evasione fiscale in Italia non viene affrontato da questo governo. Sappiamo che i maggiori introiti provengono dalle buste paga dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Quanti, nel Belpaese, non assolvono al loro obbligo? Eppure tutti, ma proprio tutti, usufruiamo dei servizi che lo Stato appresta: sanità, istruzione, sicurezza, assistenza sociale, etc.

Suggerisce Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali ”Quanto può durare un Paese in cui il 60% non paga tasse, un 24% versa quelle appena sufficienti per pagarsi i servizi di base. Così tutto il carico fiscale è sulle spalle del 17% della popolazione che dichiara redditi da 35 mila euro lordi l’anno in su. Per pagare la sola sanità (il diritto inalienabile) a questo 60% occorre che qualcun altro metta sul piatto ogni anno quasi 60 miliardi, mentre per finanziare la scuola ce ne vogliono altri 66, sempre a carico dei pochi e del debito. Poi c’è tutto il resto: strade, assistenza (altri 83 miliardi di redistribuzione), funzionamento delle amministrazioni”.

L’evasione fiscale in Italia è un problema strutturale che ha un impatto significativo sulla società e sull’economia. La tua osservazione è corretta: i lavoratori dipendenti e i pensionati sono tra le categorie più penalizzate, in quanto il loro reddito viene tassato alla fonte, rendendo quasi impossibile evadere.

Analisi dell’evasione fiscale

L’evasione fiscale è il mancato pagamento delle imposte dovute. In Italia, si stima che il fenomeno sottragga decine di miliardi di euro ogni anno alle casse dello Stato. Questo crea una forte disuguaglianza, poiché il peso della tassazione ricade in modo sproporzionato su chi non può evadere.

  • Lavoratori dipendenti e pensionati: Per queste categorie, le imposte (IRPEF) vengono trattenute direttamente dallo stipendio o dalla pensione (sostituto d’imposta). Il loro tasso di evasione è quindi molto basso, legato solo al fenomeno del “lavoro nero” o a dichiarazioni fraudolente di chi riceve altre forme di reddito.
  • Lavoratori autonomi e imprese: Sono le categorie con la più alta propensione all’evasione. La possibilità di nascondere o sotto-dichiarare i redditi è maggiore, ad esempio non emettendo scontrini o fatture, dichiarando costi inesistenti o svolgendo attività in “nero”. Si stima che l’evasione dell’IRPEF per il lavoro autonomo sia tra le più alte.
  • Altri tipi di evasione: L’evasione riguarda anche altre imposte, come l’IVA e le imposte sui canoni di locazione (affitti in nero). Il mancato versamento di queste imposte contribuisce in modo massiccio al divario fiscale.

L’ingiustizia sociale

Il fatto che gli evasori fiscali usufruiscano dei servizi pubblici (sanità, istruzione, sicurezza, infrastrutture) senza contribuire adeguatamente è il cuore del problema etico e sociale. I fondi raccolti dalle tasse servono a finanziare l’intero sistema di welfare dello Stato. Quando una parte della popolazione non paga, la qualità e la quantità di questi servizi si riducono, creando un doppio danno:

  • Servizi ridotti: Meno fondi significano meno investimenti in sanità, scuole, trasporti pubblici e sicurezza. Questo si traduce in liste d’attesa più lunghe, classi più affollate e infrastrutture meno efficienti.
  • Maggiore pressione fiscale: Per coprire il “buco” creato dall’evasione, lo Stato è spesso costretto ad aumentare la pressione fiscale sui contribuenti onesti, creando un circolo vizioso che spinge ulteriormente le persone a percepire le tasse come un peso ingiusto.

In sintesi, l’evasione fiscale non è solo un problema economico, ma un grave problema di equità e giustizia sociale. Mina la fiducia nel sistema e indebolisce lo Stato stesso, caricando il peso della collettività sulle spalle di chi rispetta le regole.

2 settembre 2025