Senza soldi non si possono affrontare alcuni problemi del nostro Paese. Sarebbe indispensabile fare quell che avevano promesso di fare i premier Mario Monti e Matteo Renzi, ossia una seria spending review che potesse portare a recuperare le necessarie risorse per la sanità, l’istruzione, il sostegno alle imprese in difficoltà e a quant’altro indispensabile a questo martoriato Paese. Non ci voleva davvero il ciclone Harry che mette in discussione i programmi e progetti dell’esecutivo Meloni! Dove si potrebbero trovare le risorse per perseguire gli ambiziosi traguardi, tenendo conto che Palazzo Chigi non ha assolutamente l’intenzione di far pagare le imposte a tutti in mondo che tutti (o quasi) ne paghino di meno? Anzi, quello che si preferisce è fare (su precisa richiesta della Lega) la rottamazione (la quinta!) delle cartelle esattoriale. In diversi giornali si valuta che i contribuenti che non assolvono ai loro obblighi fiscali superano i 10 milioni!
Si ha ragione di ritenere che senza una seria revisione della spesa pubblica e un contrasto efficace all’evasione fiscale, sarà impossibile finanziare in modo stabile sanità, istruzione e sviluppo economico.
Ecco dove si potrebbero trovare risorse, senza aumentare le tasse:
- Spending review seria
- Tagli agli sprechi nella PA, partecipate inutili, enti doppioni.
- Digitalizzazione per snellire procedure e ridurre costi.
- Accorpamenti e razionalizzazione (es. piccoli Comuni, ospedali inefficienti).
- Valutazione costi-benefici dei bonus e degli incentivi (molti sono poco efficaci o distorsivi).
- Lotta all’evasione fiscale
- Si stimano oltre 90-100 miliardi l’anno di mancato gettito.
- Recuperare anche solo un terzo significherebbe decine di miliardi per welfare, imprese, giovani.
- Serve volontà politica: incrociare banche dati, rafforzare controlli, semplificare il fisco.
- Revisione delle agevolazioni fiscali
- Oltre 600 agevolazioni: non tutte sono giustificate o utili.
- Una revisione selettiva (senza toccare quelle sociali) porterebbe risparmi importanti.
- Recupero crediti fiscali
- L’Agenzia delle Entrate ha oltre 1.000 miliardi da riscuotere, ma gran parte è inesigibile.
– Serve selezione dei crediti recuperabili e strumenti più agili per incassare i debiti reali.
- Capitoli simbolici ma utili
- Riduzione del numero dei parlamentari e dei costi della politica (già parzialmente avviata).
- Tagli alle missioni internazionali non strategiche.
- Valutazione della spesa per grandi eventi e grandi opere.
Conclusione
Una vera spending review, come promesso da Monti e Renzi ma mai davvero attuata, è possibile. Richiede però scelte politiche coraggiose, che pochi oggi sembrano voler fare. Senza queste riforme, ci sarà sempre troppo poco da redistribuire e il debito continuerà a crescere.
Alcuni media hanno scritto negli scorsi annidi una decina di milioni di evasori in Italia! Certo
Queste cifre sono utilizzate per misurare quanto manca nelle casse dello Stato per mancati versamenti, non quante persone evadono.
Percentuali di evasione
Le stime mostrano che:
- Il tax gap italiano (tasse non incassate rispetto a quelle dovute) è significativo, anche se è diminuito negli anni recenti comparando diversi periodi storici.
- Alcune stime parlano di evasione fiscale di oltre il 20‑30% di alcune imposte (come nel caso di lavoro autonomo).
3. Interpretazione dei numeri
Alcuni media e commentatori a volte semplificano troppo dicendo “10 milioni di evasori”, alcuni totali: in realtà quei numeri spesso si riferiscono a contribuenti con debiti non riscossi, che comprendono:
persone che non hanno versato una somma per motivi vari;
ritardi nell’adempimento fiscale;
pendenze fiscali non ancora recuperate;
soggetti in contenzioso con il Fisco;
posizioni difficili da recuperare o ormai non esigibili.
Non vuol dire che tutte queste persone abbiano deliberatamente evaso le tasse, anche se certamente una porzione consistente del debito è dovuta a evasioni volontarie.
4. Quanto perde lo Stato
La diffusione dell’evasione fiscale in Italia è un fenomeno ampio, complesso e antico, ma non significa semplicemente che ci siano “10 milioni di evasori” in senso assoluto. Potrebbero essere anche di più. Ecco una spiegazione corretta e basata su dati ufficiali e stime realistiche:
1. Debiti fiscali vs evasione pura
Molti articoli recenti riportano che in Italia ci sono circa 22,8 milioni di contribuenti con debiti aperti verso il Fisco (cioè persone fisiche e giuridiche che devono tasse non pagate o cartelle non riscusse) secondo stime dell’Ufficio Studi della CGIA su dati dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. Di questi:
- ~19,2 milioni sono persone fisiche
- ~3,6 milioni sono società o enti.
Ma avere un debito fiscale aperto non equivale automaticamente a “evasore” puro — perché può includere ritardi, errori, cartelle in pendenza, debiti non riscuotibili e altri casi non sempre riconducibili a evasione intenzionale.
2. Stime realistiche dell’evasione
Gli studi e i rapporti ufficiali stimano che:
Tax gap (differenza tra tasse dovute e incassate)
- L’evasione fiscale e contributiva in Italia ammonta a oltre € 100 miliardi all’anno, tra tasse non versate e contributi non pagati.
Le stime sul tax gap (mancati incassi) indicano che l’Italia perde oltre 90‑100 miliardi di euro all’anno rispetto alle tasse che dovrebbe incassare — un dato che rappresenta uno dei più alti in Europa e che crea un grave problema per la sostenibilità delle finanze pubbliche.
5. Perché questi numeri non dicono tutto.
La grande dimensione dell’economia sommersa influisce molto sui dati dell’evasione complessiva.
Il recupero fiscale (ossia quello che effettivamente lo Stato riesce a incassare) è spesso molto inferiore all’importo accertato, rendendo difficile colmare il gap.
Il numero di contribuenti con debiti fiscali aperti include casi di diversa natura, non solo evasione intenzionale pura.
In sintesi
Anche se non esiste un dato ufficiale univoco che dica “in Italia ci sono 10 milioni di evasori” come cifra assoluta di evasione pura.
Ci sono circa 22,8 milioni di contribuenti con debiti fiscali aperti, ma non tutti sono evasori volontari.
Le stime dell’evasione fiscale indicano oltre € 90‑100 miliardi di mancati incassi all’anno, un valore molto alto che pesa sulle finanze pubbliche.
La questione resta molto seria e strutturale, ma va interpretata con attenzione e senza semplificazioni grossolane.
30 gennaio 2026





