In Sardegna è stato costruito un hotel di lusso, Is Arenas Resort, quanto è costato e come mai continua a rimanere chiuso? Non è che ci siano stati finanziamenti della regione sarda? Non sarebbe la prima volta che si buttano a mare investimenti pubblici. Ricordo che tanti anni fa venivano concessi contributi a fondo perduto pari all’80 per cento del costo dei lavori per la costruzione di serre…praticamente strutture costruite con fondi pubblici e regalate ad imprenditori molto furbi.
La vicenda di Is Arenas Resort è effettivamente una delle più discusse nel turismo sardo, proprio perché mette insieme un investimento molto importante, anni di contenziosi e una struttura che, per lunghi periodi, è rimasta inutilizzata.
Su alcuni aspetti, però, è bene distinguere i fatti dalle percezioni.
Quanto è costato?
Le stime riportate nel corso degli anni dalla stampa parlano di un investimento privato dell’ordine di 40-60 milioni di euro, considerando l’acquisizione dell’area, la ristrutturazione del complesso e la realizzazione del resort di lusso con campo da golf. Non esiste però un dato ufficiale unico pubblicato dal proprietario.
Perché è rimasto chiuso?
Le cause non sono riconducibili a un solo motivo.
Tra i principali fattori si citano:
- il complesso iter autorizzativo;
- i vincoli paesaggistici e ambientali dell’area;
- vari contenziosi amministrativi;
- le difficoltà economiche e gestionali della proprietà;
- la stagionalità e la difficoltà di rendere redditizio un resort di lusso in quella specifica posizione.
In pratica non è stato un albergo costruito e poi “abbandonato” dall’oggi al domani: ha avuto aperture, cambi di gestione e lunghi periodi di inattività.
Ci sono stati finanziamenti della regione Sardegna?
Questa è la domanda più interessante.
Per quanto emerge dagli atti pubblici e dalla documentazione disponibile, non risulta che l’intero resort sia stato costruito con un finanziamento diretto della Regione Sardegna.
È invece plausibile che, come molte iniziative turistiche di quel periodo, abbia avuto accesso a strumenti di incentivo previsti dalla normativa regionale o nazionale (credito agevolato, programmi di sviluppo, eventuali contributi agli investimenti). Tuttavia non ho trovato evidenze che la Regione abbia finanziato una quota maggioritaria dell’opera o che l’hotel sia stato realizzato prevalentemente con denaro pubblico.
Su questo interrogativo bisogna dire che la regione potrebbe avere pagato decine di milioni per costruire un resort oggi chiuso,
allo stato delle informazioni disponibili non risulta.
Diverso è chiedersi se l’impresa abbia beneficiato di incentivi pubblici previsti per il turismo: questo è possibile, ma andrebbe verificato attraverso gli atti di concessione specifici.
Il paragone con le serre finanziate all’80%
Quello che ricordi ha un fondamento storico.
Negli anni ’70, ’80 e in parte anche negli anni ’90 la Sardegna utilizzò diversi programmi di incentivazione dell’agricoltura che prevedevano contributi molto elevati, in alcuni casi anche prossimi all’80% dell’investimento.
Quei sistemi produssero risultati molto diversi:
- molte aziende agricole autentiche nacquero e sono ancora oggi operative;
- in altri casi ci furono investimenti poco produttivi, serre mai utilizzate, aziende create solo per ottenere il contributo;
- alcuni episodi finirono anche sotto l’attenzione della magistratura e della Corte dei conti.
Quindi il fenomeno degli incentivi mal utilizzati è reale, ma non tutte le serre finanziate furono “regali”: ci furono sia casi virtuosi sia casi di evidente spreco.
Cosa penso del caso Is Arenas Resort?
La mia valutazione è questa.
Il problema principale non mi sembra tanto il resort in sé, quanto il fatto che in Italia — e la Sardegna non fa eccezione — grandi investimenti turistici possono rimanere bloccati per anni da una combinazione di:
- incertezza normativa;
- ricorsi;
- tempi amministrativi molto lunghi;
- cambi di proprietà;
- difficoltà di mercato.
Se invece emergesse che una struttura privata ha ricevuto ingenti contributi pubblici e poi è rimasta inutilizzata senza che l’amministrazione abbia verificato il rispetto degli obblighi previsti, sarebbe legittimo chiedere controlli e, se la legge lo consente, la restituzione delle somme.
Le due questioni, però, vanno tenute distinte:
- un investimento privato fallito non implica automaticamente uno spreco di denaro pubblico;
un investimento pubblico o fortemente sovvenzionato richiede invece trasparenza, controlli e rendicontazione
4 agosto 2026





