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Economia

A casa loro

Mattia Feltri pubblica su La Stampa un articolo sulla manovra del Comune di Roma che ha intenzione di far pagare i turisti non romani (per loro la visita del gioiello di Bernini è gratis) che vogliono visitare la Fontana di Trevi. Appare evidente la finalità dell’amministrazione della Città Eterna, racimolare dei quattrini magari per destinarli ad altre finalità che non siano il mantenimento del monumento tanto amato dai turisti di tutto il mondo. La politica può riservare sempre delle sorprese.

Si scrive su Roma Today: ”Contrario alla misura il Codacons, sfavorevole al ticket e che vorrebbe solo accessi contingentati. “Siamo da sempre contrari alla monetizzazione di monumenti, piazze, fontane e siti di interesse storico e culturale – si legge in una nota – e crediamo che istituire biglietti di ingresso a pagamento sia un danno per i turisti, i quali devono poter godere gratuitamente delle bellezze di Roma, anche perché spesso i soldi raccolti attraverso i balzelli imposti ai turisti che arrivano in Italia, come nel caso della tassa di soggiorno, non vengono utilizzati per migliorare i servizi all’utenza ma solo per coprire i buchi di bilancio – spiega il Codacons – Al tempo stesso occorre limitare affollamenti e turismo di massa, che creano degrado e deturpano il patrimonio della capitale, e in tale direzione sosteniamo gli ingressi contingentati alla Fontana di Trevi, soluzione che permette agli stessi visitatori di godere meglio dell’area senza calche e assembramenti di persone”.

Feltri analizza con ironia il drastico cambiamento di atteggiamento nei confronti del turismo: se un tempo era considerato “il nostro petrolio”, oggi si fa di tutto per scoraggiarlo, specialmente quello meno abbiente.

Scrive Feltri: ”Uno paga per salire sulla Torre Eiffel o per entrare nel Colosseo, non per ammirarli da fuori. Ma pur di sbarazzarsi di qualche turista, e spremere i rimanenti, questo e altro ancora. L’astio che s’è diffuso per i turisti è spettacolare”. E aggiunge:”Non è il turista in sé a dare fastidio: è il turista in te. Giova ricordarselo”.

I punti chiave della sua riflessione sono:

  • La tassa sulla Fontana di Trevi: Feltri commenta la proposta del Comune di Roma di far pagare un biglietto di 2 euro ai turisti per ammirare la fontana. Sottolinea l’assurdità di dover pagare per guardare un monumento pubblico mentre si cammina per strada, pratica finora riservata solo agli ingressi di musei o monumenti chiusi.
  • L’ipocrisia del turista: L’autore evidenzia il paradosso di chi si lamenta del degrado dei centri storici (tavolini selvaggi, sparizione delle botteghe, folla) mentre è a cena, magari dopo essere appena tornato da un viaggio all’estero. Il concetto centrale è: “Non è il turista in sé a dare fastidio: è il turista in te”.
  • Classismo e accoglienza: La critica si sposta poi sulla distinzione tra “turista buono” e “turista mordi e fuggi”. Quest’ultimo, che spende poco e alloggia in periferia, è diventato il bersaglio di gabelle e restrizioni.
  • La conclusione amara: Feltri chiude con una stoccata politica: l’atteggiamento verso i turisti “squattrinati” rivela un’incoerenza di fondo. Ci si professa progressisti e solidali con i meno abbienti, a patto però che questi ultimi non disturbino il nostro decoro urbano e restino, appunto, “a casa loro”.