Il debito pubblico italiano con il governo Meloni è cresciuto dal 23 settembre 2022 di oltre 332 miliardi di euro. Al di là delle opinioni interessate di tutti gli esponenti dell’esecutivo che tendono a sottolineare i grandi, gli straordinari successi della loro attività politica, sostenendo che l’Italia stia meglio dei suoi ”competitor” Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna (il che non è vero se si valutano i fondamentali delle rispettive economie), la zavorra del nostro debito pubblico e la considerazione che nulla o poco si fa per recuperare l’enorme evasione fiscale che da decenni sconvolge i conti e i progetti del nostro BelPaese
Il debito pubblico italiano è cresciuto significativamente dal 23 settembre 2022, data di inizio del governo Meloni, ma la narrazione della “curva” deve essere contestualizzata analizzando i dati effettivi e le dinamiche economiche. Al di là delle dichiarazioni politiche, l’analisi dei numeri mostra una crescita del debito che, pur notevole in termini assoluti, non può essere definita “iperbolica” nel senso matematico del termine (un’iperbole descrive una crescita che tende all’infinito).
L’aumento del debito è stato influenzato da diversi fattori, tra cui le misure di spesa adottate per affrontare le crisi energetiche e inflazionistiche, il mantenimento di bonus e superbonus edilizi (che hanno avuto un impatto significativo sui conti pubblici), e la necessità di finanziare il deficit di bilancio.
Dati e Contesto
Secondo i dati della Banca d’Italia, a luglio 2025 il debito pubblico italiano ha toccato i 3.074 miliardi di euro, segnando un aumento di circa 332 miliardi di euro rispetto ai 2.742 miliardi di euro di settembre 2022. Questa cifra, sebbene elevata, riflette una tendenza di crescita iniziata prima dell’attuale governo, accelerata dalle misure straordinarie come il Superbonus 110%, che ha generato un forte impatto negativo sui conti pubblici.
Fattori della Crescita
- Superbonus e spesa pubblica: Il costo del Superbonus, inizialmente sottostimato, ha inciso notevolmente sul debito. Si stima che abbia un impatto sui conti pubblici di oltre 200 miliardi di euro, contribuendo in larga parte all’aumento del debito.
- Crisi energetica e inflazione: Le risposte alla crisi energetica e all’inflazione hanno richiesto un’ingente spesa pubblica, attraverso sostegni a famiglie e imprese.
- Rallentamento della crescita: Sebbene l’Italia abbia mostrato una certa resilienza economica, il rallentamento della crescita globale ha ridotto il gettito fiscale, limitando le entrate dello stato.
Confronto con i “Competitor”
Il debito pubblico italiano è strutturalmente elevato in rapporto al PIL, e i confronti con paesi come Francia, Germania e Spagna evidenziano differenze significative.
· Francia: Ha un debito più basso in rapporto al PIL rispetto all’Italia, ma ha registrato anche una crescita recente a causa delle spese per la transizione energetica e il sostegno all’economia.
· Germania: Tradizionalmente ha una gestione del debito più rigorosa, anche se ha dovuto affrontare spese eccezionali legate alla guerra in Ucraina e alla crisi energetica.
· Spagna: La Spagna ha un debito elevato ma inferiore a quello italiano e ha mostrato una forte crescita economica post-pandemia.
· Regno Unito: Il Regno Unito, pur non essendo nell’eurozona, è un importante termine di paragone. Il suo debito è cresciuto significativamente a seguito della Brexit e delle politiche fiscali espansive.
2 settembre 2025
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