L’articolo di Anna Zafesova, pubblicato su La Stampa, descrive una vasta ondata di arresti e indagini per corruzione in Russia, che l’autrice paragona alle “purghe di Stalin”.
Ecco i punti principali:
- Arresti di massa: centinaia di funzionari di alto livello, tra cui vicesindaci, ex governatori, e ministri, sono stati arrestati.
- Accuse di corruzione: l’accusa principale è la corruzione in varie forme, come tangenti, appropriazione di fondi pubblici e frodi sugli appalti statali, in particolare quelli legati alle commesse militari e alle fortificazioni al confine con l’Ucraina.
- Terrore tra l’élite: l’autrice riporta che l’élite russa vive una situazione di paura simile a quella delle purghe staliniane. Viene citato il caso del suicidio dell’ex ministro dei Trasporti Roman Starovoit come esempio di questa atmosfera.
- Fine del “patto sociale”: l’articolo suggerisce che questo processo segna la rottura del patto non scritto che Putin aveva con la sua burocrazia, secondo cui il potere garantiva la ricchezza in modo impunito. Ora, nemmeno i funzionari leali sono al sicuro.
- Sostituzione della vecchia guardia: l’autrice conclude che Putin sta sostituendo la vecchia nomenclatura con una nuova élite proveniente dalla guerra in Ucraina, formata da ex soldati e ufficiali del fronte. Questi “pretoriani putiniani”, educati alla guerra, sono destinati a continuare il conflitto e a rafforzare la dittatura. 12 agosto 2025





