Nel suo articolo “L’Italia preferisce l’Europa” pubblicato sul Corriere della Sera, Antonio Polito analizza l’allineamento dell’Italia con gli altri Paesi europei in politica estera.
La “conversione” di Giorgia Meloni
L’autore sostiene che la premier Giorgia Meloni, pur provenendo da una storia politica sovranista, ha completato una sorta di “conversione” in senso europeista. Questo allineamento è diventato evidente con la firma di due documenti internazionali, uno sull’Ucraina e l’altro su Gaza, insieme agli altri leader europei.
Secondo Polito, questa mossa non è dettata da opportunismo, ma riflette una profonda consapevolezza del destino geopolitico dell’Italia, saldamente ancorata all’Europa. L’autore sottolinea che le posizioni della Meloni sono ora quasi identiche a quelle del Cancelliere tedesco, un parallelismo significativo dato il ruolo centrale della Germania nell’UE.
Le sfide e le scelte
L’articolo mette in evidenza che questa scelta è stata particolarmente impegnativa.
- Ucraina: l’Italia si è impegnata a sostenere Kiev anche attraverso la “Coalizione dei Volenterosi”, un’iniziativa a cui in passato si era opposta, causando tensioni diplomatiche con la Francia.
- Netanyahu e Gaza: Meloni, per la prima volta, ha criticato la via della guerra perpetua in Medio Oriente, distinguendosi dal suo “amico” politico, il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
- Trump e la pace: ha anche chiesto, insieme agli altri leader europei, che l’Ucraina venga inclusa in un eventuale summit di pace proposto da Donald Trump, per evitare un tradimento mascherato.
Queste scelte dimostrano che l’interesse nazionale e la storia del dopoguerra prevalgono sulle preferenze ideologiche di un governo. L’autore argomenta che anche un governo con tendenze diverse, come uno guidato da Giuseppe Conte, non avrebbe potuto sfuggire a questa necessità di allineamento.
L’Europa e il futuro
Polito conclude che, nonostante le evidenti debolezze dell’Europa e il declino delle istituzioni multilaterali, il progetto europeo si sta dimostrando ineluttabile e necessario.
L’autore suggerisce che questa “conversione” di Meloni potrebbe essere l’occasione per costruire un nuovo europeismo italiano, basato su una posizione di politica estera comune, che vada oltre gli schieramenti politici.
Perché l’Europa possa contare nel nuovo mondo, dominato dalla legge del più forte, deve dotarsi degli attributi della sovranità, come una difesa integrata, una proiezione militare credibile e una tecnologia all’avanguardia. L’epoca della “forza gentile” è finita, e l’Europa deve diventare un attore forte e coeso per sopravvivere.
12 agosto 2025





