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Esteri

Singapore, autocrazia felice

L’articolo di Giulia Zonca, “Singapore, autocrazia felice”, pubblicato sul quotidiano La Stampa, descrive Singapore come una “autocrazia felice” dove l’autoritarismo è bilanciato da un elevato benessere e da un’efficienza diffusa. La città-stato, che celebra i suoi 60 anni di indipendenza, è caratterizzata da un’economia in crescita e da un’organizzazione meticolosa, evidente in divieti come quello sulla gomma da masticare o sulle multe salate per chi guida. Questo sistema, che favorisce i mezzi pubblici, crea un’atmosfera di agio collettivo che tende a soffocare ogni forma di dissenso.

I punti principali dell’articolo sono:

  • Eccesso controllato: Singapore è un luogo di “eccesso controllato” dove l’ordine e il benessere economico sono mantenuti da un governo autoritario e onnipresente (telecamere ovunque).
  • Contraddizioni sottese: la prosperità nasconde forti contraddizioni, come l’assenza di un salario minimo e la manodopera immigrata che vive in condizioni precarie, ma queste tensioni rimangono solitamente sotto la superficie grazie a un tacito patto sociale.
  • Pluralità e tradizione: la città è un crogiolo di culture (quartieri arabi, Little India, Chinatown) dove la diversità è vista come una risorsa. Nonostante ciò, non vengono abbattuti i simboli del passato coloniale, come la statua di Sir Thomas Stamford Raffles, anzi vengono rinnovati per integrarsi nel presente.
  • ·  Stabilità politica: il sistema politico è dominato dal People Action, che detiene la quasi totalità dei seggi in parlamento, garantendo una stabilità che è considerata indispensabile per il successo economico. Nonostante scandali o piccole flessioni di popolarità, il partito al potere mantiene il controllo.
  • ·  Benessere vs. indifferenza: l’articolo conclude che Singapore offre tutto ciò che serve per vivere bene (lavoro, istruzione, sanità), ma questo benessere collettivo si accompagna a un sapore di indifferenza e alla necessità di accettare le regole, anche su questioni apparentemente banali come la pirateria di eventi sportivi, considerata un reato gravissimo.

9 agosto 2025