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Esteri

Il debito pubblico francese è davvero messo così male?

L’articolo de Il Post analizza la situazione del debito pubblico francese, spiegando che, nonostante sia aumentato notevolmente, il governo sta probabilmente esagerando nel descriverlo come disastroso. Si crea un forte contrasto tra l’allarmismo del governo e la visione più moderata di molti economisti e del Fondo Monetario Internazionale.


La posizione del governo: allarmismo e misure drastiche

Il primo ministro francese, François Bayrou, ha convocato un voto di fiducia per il suo progetto di bilancio per il 2026. Secondo Bayrou, la situazione del debito pubblico è così grave che la Francia rischia di fare la fine della Grecia di dieci anni fa e di finire sotto il controllo della ”troika” (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea), che imporrebbe condizioni severissime per il risanamento dei conti. L’obiettivo di Bayrou è quello di spingere i partiti dell’opposizione ad approvare una legge di bilancio impopolare che riduca il deficit, sostenendo che sia l’unico modo per evitare una crisi finanziaria.


Dati e contesto economico

  • Debito e deficit: Alla fine del primo trimestre del 2025, il debito francese ammontava a 3.345 miliardi di euro, pari al 113,9% del PIL. Questo lo rende il terzo debito più alto dell’Eurozona, dopo Grecia e Italia. La Francia è in deficit costante da decenni e la situazione è peggiorata con la pandemia e la crisi energetica. Nel 2024, il deficit ha raggiunto il 5,8% del PIL, ben al di sopra della soglia del 3% imposta dall’UE.
  • Cause: La Francia ha la spesa pubblica più alta d’Europa in rapporto al PIL e le tasse sono già tra le più alte. Per ridurre il debito, il governo dovrebbe tagliare la spesa o aumentare le tasse, entrambe misure politicamente difficili da attuare, specialmente per un governo di minoranza.
  • Problema dello spread: Lo stallo politico e l’incertezza economica hanno reso più rischioso prestare denaro alla Francia, facendo aumentare i tassi di interesse sui suoi titoli di stato. Lo spread con la Germania, un indicatore della fiducia degli investitori, è salito a quasi 80 punti base. Inoltre, i tassi d’interesse francesi sono ora quasi pari a quelli italiani, un fatto impensabile fino a poco tempo fa e che sottolinea la perdita di affidabilità percepita sul mercato.

La realtà dei fatti: Perché la Francia non è la Grecia

Nonostante la situazione sia preoccupante, l’articolo de Il Post conclude che l’allarmismo di Bayrou è probabilmente eccessivo. La situazione economica francese è ancora solida e molto diversa da quella della Grecia di dieci anni fa, che al culmine della crisi aveva tassi di interesse sui prestiti superiori al 16% e un’economia in condizioni ben peggiori. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha escluso che la Francia rischi di finire sotto la sua tutela. Il motivo è che gli investitori continuano ad avere fiducia nella solidità dell’economia francese e sono disposti a prestarle denaro, come dimostra l’ultima asta di titoli di stato in cui la domanda ha superato di quattro volte l’offerta. La Francia, nonostante il debito elevato e l’instabilità politica, non è considerata a rischio di default.

In sintesi, la Francia ha un problema serio di debito e deficit, ma la sua situazione è gestibile e il paragone con la crisi greca appare sproporzionato, motivato più da esigenze politiche che da un rischio reale di collasso.

1 settembre 2025