Giuseppe Sarcina, sul Corriere della Sera, pubblica un articolo in cui si concentra sulle nuove prospettive di pace per il conflitto in Ucraina, suggerendo che l’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin potrebbe rappresentare il momento chiave per un vero negoziato.
I punti chiave dell’editoriale
- La “formula coreana”: L’articolo sostiene che l’Occidente sta convergendo verso una soluzione basata sulla cosiddetta “formula coreana”, che prevede un cessate il fuoco immediato e il congelamento delle posizioni dei due eserciti. In pratica, la Russia non otterrebbe un centimetro in più rispetto ai territori che occupa attualmente, ma l’Ucraina non riacquisterebbe quelli persi. Questo approccio viene visto come l’unica alternativa realistica a un conflitto che non sembra avere una soluzione militare.
- La responsabilità di Putin: L’articolo pone la responsabilità dell’eventuale fallimento del negoziato sulle spalle di Putin. A differenza del passato, quando rifiutò di discutere di disarmo con Biden in cambio del mancato attacco all’Ucraina, ora si troverebbe di fronte a una proposta concreta e vantaggiosa per la Russia. Se Putin decidesse di far saltare il tavolo delle trattative, gli alleati occidentali sarebbero pronti a implementare la seconda parte del piano: più sanzioni contro la Russia e i suoi partner commerciali e un aumento degli aiuti militari a Zelensky.
In sintesi, l’editoriale di Sarcina conclude che l’ora del realismo è scattata e che l’Occidente è unito su una strategia che, pur essendo dolorosa e ingiusta per l’Ucraina, rappresenta l’unica via praticabile per la pace. La palla è ora nel campo di Putin, che dovrà decidere se accettare questa nuova realtà o affrontare conseguenze ancora più severe.
15 agosto 2025





