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Esteri

Tutti gli iceberg di Trump e Putin

”Aljaska nasha”, l’Alaska è nostra. Nazionalismo e investimenti. La Russia all’incontro con Trump. Micol Flammini ha pubblicato sul quotidiano Il Foglio un interessnate articolo intitolato ”Tutti gli iceberg di Trump e Putin”.

L’articolo analizza il simbolismo e le impli’cazioni di un ipotetico incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin in Alaska. L’autrice si concentra sulle reazioni e le preoccupazioni di figure come Michael McFaul, ex ambasciatore statunitense in Russia.

Punti salienti

·  L’allarme di McFaul: L’ex ambasciatore Michael McFaul, storico critico del Cremlino, ha ripetutamente lanciato l’allarme sul possibile incontro tra i due leader. Ha ribadito il principio “Nothing about Ukraine without Ukraine” (Nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina), temendo che Trump possa ignorare gli interessi ucraini. McFaul ha anche espresso perplessità sulla scelta dell’Alaska come luogo dell’incontro.

·  Il simbolismo dell’Alaska: La scelta dell’Alaska, ex territorio russo venduto agli Stati Uniti, non è casuale. Sebbene la cessione sia stata pacifica, l’articolo sottolinea che per la Russia l’Alaska rappresenta una visione del mondo in cui “i confini non sono scolpiti nella pietra” e i territori possono essere oggetto di scambio. La stampa russa ha già sfruttato questo simbolismo con slogan nazionalisti come “Aljaska nasha” (L’Alaska è nostra), che richiamano quelli usati per la Crimea e il Donbas.

·  Le speranze del Cremlino: Per la Russia, un incontro con Trump rappresenta l’opportunità di apparire come una potenza con cui gli Stati Uniti sono disposti a collaborare. I russi ritengono che Trump sia interessato a stringere affari e che l’incontro servirà a presentargli una serie di proposte allettanti, con l’Ucraina relegata in fondo alla lista delle priorità. In particolare, il Cremlino punta sulla cooperazione nell’Artico, un’area ricca di risorse e di interesse strategico per entrambi i Paesi.

·  Le priorità di Putin: Secondo l’articolo, Putin potrebbe usare promesse di ricchezza e opportunità economiche (come investimenti a Mosca o collaborazioni in Medio Oriente) per distogliere l’attenzione di Trump dalla questione ucraina. Kirill Dmitriev, capo del Fondo russo per gli investimenti, viene citato come figura chiave in questo potenziale dialogo, poiché promotore di un rapporto basato sugli affari e la cooperazione nell’Artico.

·  Le preoccupazioni ucraine: Anche gli ucraini, come McFaul, temono che Trump possa assumere un atteggiamento più conciliante verso Putin, mettendo a rischio il sostegno all’Ucraina. McFaul ha notato un cambiamento nel tono di Trump, che sembra tornare a definire il presidente ucraino Zelensky come un “provocatore”, con parole più “gentili” per Putin.

In sintesi, l’articolo suggerisce che l’incontro in Alaska, più che un semplice vertice, sia un’abile mossa strategica di Putin per sedurre Trump con promesse di affari e cooperazione, sfruttando un forte simbolismo storico e territoriale per indebolire la posizione ucraina.

13 agosto 2025