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Esteri

Insidie artiche

In un editoriale del Corriere della Sera intitolato “INSIDIE ARTICHE”, Goffredo Buccini analizza le possibili conseguenze dell’imminente incontro in Alaska tra i presidenti degli Stati Uniti e della Russia, Donald Trump e Vladimir Putin. Il pezzo espone i timori per l’Ucraina e per l’Europa in un contesto geopolitico in rapido mutamento.


I pericoli del vertice in Alaska

Buccini apre l’editoriale esprimendo il timore che il vertice tra Trump e Putin possa sfociare in una soluzione imposta all’Ucraina, senza che Kiev possa negoziare o discutere. L’autore fa un parallelo inquietante con la situazione del cancelliere austriaco von Schuschnigg alla vigilia dell’Anschluss, dove gli fu detto di “prendere o lasciare”. Sebbene Trump non sia Hitler, l’autore suggerisce che la logica di potere che sta dietro a questo incontro è altrettanto minacciosa.

  • L’esclusione di Kiev e dell’Europa: L’Ucraina, rappresentata dal suo presidente Volodymyr Zelensky, e l’Europa sono stati in gran parte esclusi dalla preparazione di questo vertice. Le dichiarazioni diplomatiche rassicuranti che sono circolate sono descritte come “analgesici” per una situazione geopolitica dolorosa. L’autore sottolinea che l’inquietudine di Zelensky è giustificata, dato che le ipotesi di accordo circolate finora suggeriscono una logica di potere che ignora gli interessi di Kiev.
  • La posizione di Zelensky: Zelensky si trova in una posizione difficile. Un suo “sì” a cessioni territoriali sarebbe inaccettabile per il suo popolo, ma un “no” potrebbe portare Trump a ritirare il sostegno degli Stati Uniti, lasciando l’Ucraina sola.
  • Il ruolo dell’Europa: L’Europa, pur essendo parte in causa, si trova ai margini del tavolo delle trattative. È l’Europa che deve sostenere l’Ucraina e affrontare l’instabilità che ne deriverebbe se le difese ucraine cedessero. Buccini critica i pacifisti europei, sostenendo che devono scegliere tra una sottomissione all’America o la creazione di una difesa autonoma.
  • Il successo di Putin: Il vertice è già un successo per Putin, che, grazie a Trump, esce dalla condizione di “paria” in cui era stato messo dalla comunità internazionale dopo il 2022. La comunità che si era coagulata attorno a Biden non esiste più, e Putin può facilmente ribaltare le accuse sull’Ucraina.

I problemi interni dell’Ucraina

Oltre ai pericoli esterni, Buccini menziona due “nemici interni” che minacciano l’Ucraina:

  • La stanchezza della guerra: Un crescente sentimento di stanchezza è documentato nei sondaggi tra la popolazione ucraina.
  • Il ritorno della cleptocrazia: Il secondo, e più pericoloso, nemico è il ritorno della corruzione. Buccini menziona il tentativo di Zelensky di smantellare le agenzie anticorruzione indipendenti, un atto che ha suscitato proteste e che la propaganda russa può facilmente sfruttare per minare la fiducia nel governo.

La prospettiva europea

L’autore conclude che gli europei devono rimanere al fianco di Kiev e aiutarla ad allinearsi ai parametri dell’Unione Europea, che prevedono la lotta alla corruzione e il rispetto dello stato di diritto. Allo stesso tempo, devono evitare di farsi influenzare dalla narrazione di Trump, il quale, secondo Buccini, vuole un ritorno alle sfere d’influenza, una logica che il Cremlino condivide. L’articolo si chiude con una nota di speranza, sottolineando che, anche se i leader tentassero di dividere il mondo, rimarrebbero i cittadini in carne e ossa, gli stessi che si sono ribellati ai carri russi e che credono nella resistenza e nella democrazia.

14 agosto 2025