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Esteri

Trump e la morte della diplomazia, le reazioni della Ue

L’Unione Europea sta cominciando a prendere molto sul serio le mosse di Donald Trump, comprese quelle che riguardano politica commerciale e minacce di dazi. In risposta a decisioni e pressioni statunitensi, l’UE non intende rimanere passiva, e sta preparando contromisure robuste che possono includere dazi, restrizioni e strumenti economici innovativi per difendere i propri interessi.

Perché l’Europa sta reagendo

La risposta europea non nasce dal nulla: negli ultimi mesi Trump ha lanciato minacce di tariffe e contromisure commerciali verso paesi europei, ad esempio legando l’imposizione di dazi al caso Groenlandia e opponendosi all’opposizione europea a certe sue pressioni politiche. Tali minacce sono state giudicate da molti leader europei come forme di coercizione economica e “ricatto politico” tra alleati.

Strumenti che l’UE sta valutando

1. Anti‑Coercion Instrument (ACI) – “bazooka commerciale”

L’Unione ha un quadro giuridico innovativo, entrato in vigore nel 2023, chiamato Anti‑Coercion Instrument (ACI), pensato proprio per contrattaccare forme di pressione economica da parte di paesi terzi.

– Permette di rispondere con contromisure mirate oltre ai dazi tradizionali, come limitazioni di accesso al mercato, restrizioni di investimenti, condizioni su appalti pubblici e altri strumenti. 

– L’ACI può essere azionato con votazione a maggioranza qualificata, cioè senza veto di singoli stati membri, rendendolo un potente strumento di difesa economica.

In pratica, l’Europa potrebbe impiegare l’ACI per rispondere alle pressioni e ai dazi statunitensi, senza ripetere dinamiche di guerra commerciale standard.

2. Dazi di ritorsione su beni statunitensi

L’UE sta studiando la possibilità di reintrodurre o aumentare dazi su beni Usa per un valore significativo, come effetto di ritorsione se gli Stati Uniti confermeranno tariffe unilaterali: 

– Secondo fonti di stampa, l’UE valuta pacchetti di controdazi fino a circa *93 miliardi di euro* contro prodotti americani, se Trump proseguirà nelle nuove tariffe legate alla disputa su Groenlandia e altri temi.

– Questo pacchetto è basato su misure già pronte e sospese che potrebbero essere riattivate automaticamente senza ulteriori passaggi legislativi in caso di escalation.

3. Sospensione o revisione di accordi commerciali

Oltre ai dazi, l’UE sta considerando innalzare ulteriori leve di pressione, compresa la sospensione di alcune parti di accordi commerciali o di cooperazione con gli Stati Uniti se le politiche americane risultano coercitive o discrimatorie.

Un cambio di tono e strategia

Fino a poco tempo fa, l’UE tendeva a favorire la diplomazia e la negoziazione per risolvere le divergenze commerciali con Washington, ma con l’aggravarsi delle tensioni l’approccio è diventato più deciso:

– Francia, Germania e altri Paesi europei hanno dichiarato in modo chiaro che non accetteranno “ricatti” commerciali legati a richieste politiche.    

– I leader industriali europei (ad esempio in Germania) criticano apertamente le richieste statunitensi come irragionevoli e dannose per i settori produttivi europei.

20 gennaio 2026

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