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Esteri

Il mondo nuovo di Trump, Xi & C.

Luciano Violante, l’ex presidente della Camera dei deputati, ha pubblicato sul Corriere della Sera, un editoriale in cui parla dei grandi problemi che l’Occidente fatica ad affrontare da anni. Le relazioni tra Occidente e autocrati si sono deteriorate sempre più negli ultimi tempi. Complesse e contraddittoria, caratterizzate da una crescente sfida democratica, dove autocrati come Putin e Xi Jinping sfruttano le vulnerabilità interne occidentali (polarizzazione, disaffezione elettorale). Noi fatichiamo a difendere i nostri valori, e dobbiamo cercare di riflettere sulla necessità di rafforzare le democrazie interne prima di contrapporsi militarmente agli autocrati, sfruttando le loro debolezze strutturali tramite rinnovate alleanze e governance democratica. 

Dice Violante: ”La liberaldemocrazia non può aspettare che passi la nottata, che peraltro non sarà breve, e sarebbe inutile abbandonarsi alla nostalgia, che riscalda i cuori ma raffredda le menti. Abbiamo scritto tonnellate di libri sulla crisi della democrazia, sui limiti dell’Occidente, su quanto siamo stati cattivi con le nostre guerre, con il nostro colonialismo, con il nostro disprezzo di ciò che non fosse occidentale. Mentre ci autodistruggevamo, crescevano le autocrazie, non come incidenti della storia, ma come risposta autoritaria a problemi che non hanno avuto una risposta convincente dai liberal democratici. I nostri rimedi standard sanno di muffa. Dobbiamo riesaminare i nostri limiti non per denigrarci, ma per superarli: avere una politica onesta sull’immigrazione, ridurre le diseguaglianze attraverso servizi pubblici di qualità, crescita dei salari oltre il salario minimo, curare la formazione di un capitale umano adeguato ad una società che vuole produrre di più e competere meglio, non limitarsi ai ceti urbani istruiti e progressisti, difendere il diritto internazionale, munirsi di grandi valori per respingere una laicità che si esaurisce nel relativismo e affoga nella prassi . «Gli innocenti non sapevano che la cosa era impossibile e quindi la fecero» (Bertrand Russell)”.

Il nuovo ordine globale di Trump

Violante analizza come Donald Trump stia costruendo un ordine mondiale basato sul multipolarismo delle potenze forti, abbandonando il multilateralismo e il diritto internazionale. Questa strategia è portata avanti in sintonia con altri leader autocrati (come Putin, Netanyahu, Orbán e Modi) e sostenuta da una “internazionale illiberale”.

I punti chiave della strategia trumpiana:

  1. Spregio delle regole internazionali: il presidente americano agisce per colpire chi cerca di limitare il suo potere o quello dei suoi alleati (sanzioni alla Corte Penale Internazionale, minacce al Venezuela, pretese territoriali sulla Groenlandia). Questo crea precedenti pericolosi per le mire espansionistiche di Russia e Cina.
  2. Alleanza con i giganti digitali: esiste una crescente integrazione tra potere politico e boss delle piattaforme digitali. L’amministrazione USA protegge questi colossi dalle regolamentazioni europee (come dimostra il bando contro Thierry Breton), creando un sistema dove l’assenza di regole favorisce profitti e controllo dell’opinione pubblica.
  3. Identità religiosa come arma politica: Violante sottolinea l’uso del cristianesimo non come fede, ma come strumento di legittimazione politica. Definire l’America come “nazione cristiana” trasforma lo scontro politico in una lotta tra “credenti e miscredenti”, giustificando azioni altrimenti inaccettabili in nome della sicurezza e della fede.

Il fallimento e la sfida della liberaldemocrazia

L’autore ammonisce che le autocrazie non sono nate per caso, ma come risposta autoritaria a problemi che i democratici non hanno saputo risolvere.

  • La critica: le democrazie occidentali si sono perse nell’autocritica e nel “relativismo”, offrendo rimedi che ormai “sanno di muffa”.
  • La soluzione: non serve la nostalgia. La liberaldemocrazia deve rinnovarsi radicalmente con politiche oneste sull’immigrazione, riduzione delle diseguaglianze, servizi pubblici di qualità e una difesa ferma del diritto internazionale.

In sintesi: Violante invita l’Europa e le forze democratiche a non “aspettare che passi la nottata”, ma a elaborare nuovi valori e soluzioni concrete per contrastare un modello illiberale che sta ridefinendo i confini del mondo.

2 gennaio 2026