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Esteri

E l’uomo dello zar propone il tunnel Vladimir-Donald

Paolo Valentino scrive sul Corriere della Sera un articolo curioso in cui analizza come la cerchia di Vladimir Putin utilizzi l’adulazione e le proposte suggestive per distogliere l’attenzione di Donald Trump da politiche aggressive, come l’invio di armi all’Ucraina.

Punti chiave della sintesi:

  • La tattica del Cremlino: La manovra è iniziata con la consegna da parte dell’ambasciata russa a Washington, a una rappresentante repubblicana vicina a Trump (Anna Paulina Luna), di un dossier dagli archivi sovietici sull’assassinio di J. F. Kennedy, un tema caro a Trump.
  • Il proponente: la proposta è stata lanciata da Kirill Dmitriev, capo del fondo sovrano russo RDIF e uomo molto vicino a Putin, con un forte legame con l’amministrazione Usa. Dmitriev è soprannominato “l’americano” per i suoi studi ad Harvard e la sua esperienza a Goldman Sachs.
  • Il progetto: Dmitriev ha ripescato un’idea degli Anni ’60 per un ponte sullo Stretto di Bering (che allora si sarebbe chiamato “Kennedy-Krusciov World Peace Bridge”) e l’ha trasformata in un progetto moderno: un tunnel sottomarino ferroviario e stradale di 103 chilometri tra l’Alaska (USA) e la Chukotka (Russia).
  • Il nome e il costo: Dmitriev suggerisce di chiamarlo il “Tunnel Putin-Trump” e stima che, sebbene con tecnologie tradizionali costerebbe 65 miliardi di dollari, il prezzo scenderebbe drasticamente a soli 8 miliardi di dollari se la costruzione fosse affidata alla Boring Company di Elon Musk, finanziati equamente dal RDIF e da partner americani.
  • L’obiettivo simbolico: secondo Dmitriev, il tunnel “simbolizzerebbe l’unità” e aiuterebbe lo sfruttamento congiunto delle risorse, oltre a lasciare a Trump, “magnate dell’edilizia”, una “eredità duratura”.
  • La reazione di Trump: interrogato sulla proposta durante un incontro con il presidente ucraino Zelensky, Trump ha risposto: “Molto interessante“. Quando ha chiesto a Zelensky cosa ne pensasse, quest’ultimo ha replicato: “Non sono felice di questa idea“, suscitando la risata di Trump.
  • Conclusione politica: L’articolo conclude che, al di là della fattibilità, la proposta ha raggiunto il suo scopo: distrarre l’attenzione di Trump, tanto che dopo l’episodio “dei Tomahawk non si parla più”.