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Esteri

Così Donald aizzerà i suoi contro i nuovi volti progressisti

Monica Maggioni ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui analizza le recenti vittorie elettorali democratiche, evidenziando il contrasto tra l’ala radicale e quella moderata del partito, e il modo in cui Donald Trump si preparerà a sfruttare queste figure.

Sostiene Maggioni: “Il nuovo sindaco di New York incarna la più grande speranza per chi vive Trump come un incubo e, al tempo stesso, rappresenterà, da qui in poi, uno dei più grandi regali per la comunicazione politica del presidente americano (spoiler: ha già cominciato a farne largo impiego). Le due governatrici di New Jersey e Virginia, al contrario, rappresentano l’affermazione dei democratici moderati che superano in positivo le previsioni della vigilia, ma ottengono la vittoria con temi e agende molto, molto diversi da quelli della campagna del giovane Mamdani. E proprio questo successo elettorale, ottenuto con figure tanto diverse, consegna ai democratici americani un materiale preziosissimo di analisi e di sperimentazione politica. Un vero laboratorio politico disteso sulla cartina degli Stati Uniti. Con un elemento singolare, tra i tanti: tutti e tre i candidati democratici che hanno vinto l’altra notte, hanno molto, moltissimo, a che fare con l’undici settembre e il trauma dell’attacco dei terroristi islamici alle Torri Gemelle da cui gli Stati Uniti non si sono mai ripresi del tutto”.

I due volti della vittoria democratica

La Maggioni definisce il successo democratico come un prezioso “laboratorio politico” basato sul successo di figure molto diverse:

  1. Zohran Mamdani: il nuovo sindaco di New York, figura di riferimento per i progressisti, incarna la speranza contro “l’incubo Trump.” Il suo successo è costruito su un racconto di idealismo, inclusione e sogni, veicolato tramite un linguaggio e dei video sui social media che hanno mobilitato migliaia di giovani.
  2. Le due governatrici elette di New Jersey e Virginia: queste rappresentano l’affermazione dei democratici moderati, che hanno vinto con agende politiche molto diverse da quelle di Mamdani.

La strategia di Trump: aizzare contro il progressismo

Nonostante la vittoria, Mamdani è visto come un “grande regalo” per la comunicazione politica di Trump e della galassia MAGA. Il tycoon utilizzerà attacchi “pittoreschi” per demonizzare la sua figura e il suo racconto inclusivo:

  • Minaccia all’identità americana: la sua storia e l’enfasi sui suoi aspetti culturali (come le scene al ristorante asiatico Kabab King) saranno usate per dimostrare che “l’invasione degli stranieri è ormai un dato di fatto e che l’America sta perdendo la sua anima.”

Il nodo centrale: 11 Settembre e l’identità americana

Un elemento singolare e comune tra i vincitori è il loro legame con il trauma dell’11 settembre:

  • Mamdani: ha parlato di come la sua elezione, da musulmano, rappresenti una sorta di “uscita dall’incubo” dell’islamofobia post-attentati, ridando voce e dignità alla comunità musulmana di New York.
  • Le due governatrici (Abigail Spanberger e Mikie Sherrill): entrambe hanno deciso di servire il Paese dopo gli attacchi. Spanberger è diventata agente operativo della CIA, mentre Sherrill è entrata in Marina come pilota di elicotteri. Sono considerate la risposta democratica centrista e sono in grado di sfidare i repubblicani sul loro stesso terreno della sicurezza nazionale.

Il dilemma democratico

L’articolo solleva la questione di quale modello sia più efficace a livello nazionale:

  • I moderati al centro: democratici come Rahm Emanuel (ex capo di gabinetto di Obama) suggeriscono che per vincere un’elezione nazionale (che coinvolga un ampio numero di elettori) la vera prova è data dai successi in New Jersey e Virginia, non dal modello ultra-progressista di New York.
  • I successi con i volti centristi (come le due governatrici e l’altro sindaco democratico Daniel Lurie a San Francisco) offrono ossigeno ai democratici per le elezioni di metà mandato, ma resta la sfida di trovare una strada efficace e unificante in un Paese diviso e polarizzato. 6 novembre 2025