Alessandro de Angelis pubblica su La Stampa un articolo in cui denuncia l’attuale deriva della democrazia italiana, dove il Parlamento è stato di fatto svuotato del suo potere legislativo ed è diventato un mero “passacarte” del Governo, che a sua volta è concentrato nella figura del Presidente del Consiglio (un “one woman show”). Sebbene formalmente la riforma del premierato sia in stallo, il suo obiettivo politico di rafforzare l’esecutivo è già stato raggiunto con altri mezzi.
Dice de Angelis: ”Andiamo a spulciare l’attività delle ultime settimane, dopo la pausa estiva. Il tema non è tanto il “quanto” lavorano i parlamentari, buono per alimentare l’imperitura retorica della casta e dei suoi stipendi non commisurati al sudore della fronte. Più o meno si inizia il martedì pomeriggio e si finisce il giovedì mattina. Il tema, tutto politico, è soprattutto di “che cosa” si occupano. Si apprende così che, al rientro dalle ferie, la Camera è convocata per i pomeriggi di martedì 9 e mercoledì 10 per dilettarsi con un po’di Question time e un po’di ratifiche di accordi internazionali non proprio decisivi per i destini del mondo, tra cui uno col Giappone in materia di vacanza-lavoro”.
L’attività parlamentare ridotta e irrilevante
L’analisi dell’attività delle Camere nelle ultime settimane mostra un Parlamento che lavora poco (spesso solo dal martedì pomeriggio al giovedì mattina) e si occupa di temi di scarsa rilevanza per i destini del Paese.
- Esempi recenti: l’attività si limita spesso a Question time, ratifiche di accordi internazionali secondari (come uno col Giappone sul visto vacanza-lavoro), scambi di lettere con la Santa Sede o discussioni su questioni che hanno già suscitato controversie (come la sovrapposizione della festa di San Francesco).
- Urgenze esecutive: le uniche attività “forti” sono state le informative urgenti del Governo (ad esempio, di Tajani su Gaza o Crosetto sulla Flotilla), che non sono iniziative legislative del Parlamento.
- Assenze ministeriali: il Question time è spesso disertato dagli stessi ministri, costringendo il Ministro dei Rapporti con il Parlamento a sostituirli.
Il Governo divora il potere legislativo
La tendenza è confermata dai numeri:
- Decreti legge: delle 257 leggi approvate dal Governo Meloni, 96 sono conversioni di decreti legge (oltre un terzo), di cui, secondo l’autore, si abusa senza il necessario requisito di “necessità e urgenza.”
- Iniziativa governativa: delle rimanenti 161 leggi ordinarie, 94 sono state proposte dal governo.
- Conclusione: oltre due terzi dell’attività legislativa non nasce in Parlamento, ma nell’esecutivo, che si è appropriato del potere di fare le leggi, lasciando alle Camere solo il compito di ratificare.
Tecniche per l’indebolimento del Parlamento
Il Parlamento non solo è esautorato, ma le riforme vengono blindate per impedirne la discussione e la modifica:
- Riforma costituzionale blindata: la riforma costituzionale (il premierato) è stata approvata “a tappe forzate,” negando la possibilità di apportare modifiche non solo alle opposizioni, ma anche alla stessa maggioranza.
- Il “Canguro”: È stata utilizzata la tecnica del “canguro” (che permette di eliminare emendamenti identici o analoghi) anche in Commissione (un unicum), e non solo in Aula.
- “Monocameralismo alternato”: Si è affermata la prassi per cui solo uno dei due rami del Parlamento lavora bene su una legge; una volta che il testo arriva nell’altra Camera, la discussione è quasi nulla, portando a un’approvazione lampo.
L’articolo conclude che l’insieme di questi fenomeni — un governo sempre più forte e un Parlamento sempre più svuotato — costituisce di fatto la realizzazione della “riforma” (il premierato) attraverso mezzi indiretti.
6 novembre 2025





