Assia Neumann Dayan pubblica, sul quotidiano La Stampa, un articolo assai curioso sulla vicenda dei coniugi Macron, nel quale critica la diffusione di teorie del complotto irrazionali e l’incapacità della verità condivisa di prevalere. L’autrice prende come esempio il caso, inverosimile, di Brigitte, la moglie del presidente francese, che ha fatto causa a Candace Owens, influencer americana di estrema destra, per aver diffuso la teoria che Brigitte sia in realtà un uomo, suo fratello Jean-Michel Trogneux.
L’articolo sottolinea l’assurdità della situazione: mentre in Francia si verificano importanti scioperi, l’avvocato dei Macron annuncia che porterà in tribunale prove, anche fotografiche, per dimostrare il sesso di Brigitte. Owens basa la sua teoria su un video in cui ironizza sulle “mani grandi” di Brigitte, ma l’autrice dell’articolo mette in evidenza che qualsiasi prova scientifica o documentale (come certificati di nascita o medici) può essere facilmente respinta da chi crede a queste teorie.
Afferma Neumann Dayan: ”Tendiamo al verosimile, non più al vero, e questo succede quando il verosimile si avvicina di più alla nostra idea di realtà. Cerchiamo una verità che confermi quello che già pensiamo, che poi è esattamente quello che fa l’Ai. In un video fa Owens ha spiegato perché si è dedicata in maniera così appassionata alla questione, e lo ha fatto mandando in onda il video di un bambino di sette anni che aveva rubato il Suv alla nonna, devastando qualche macchina parcheggiata e tirando giù un paio di pali, e che alla domanda sul perché avesse fatto questo macello aveva risposto: «È divertente fare cose brutte»”.
La conclusione dell’articolo è che, nella società odierna, la verità non è più un concetto condiviso. Le persone tendono a credere a ciò che si avvicina di più alla loro “idea di realtà,” ignorando le prove oggettive. L’autrice paragona questo fenomeno al funzionamento dell’intelligenza artificiale, che tende a confermare ciò che già si pensa, e chiude con un video di Candace Owens, in cui un bambino che ha rubato un’auto alla nonna risponde che è “divertente fare cose brutte,” suggerendo che la stessa logica perversa stia dietro alla diffusione di teorie del complotto.
19 settembre 2025





