I laburisti britannici indicano al Pd la via della vittoria

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L'Inghilterra al voto anticipato! Rischi per Sunak

In Gran Bretagna si voteeà il 4 luglio. e quella del leader laburista Keir Starmer è la vittoria più annunciata del mondo, almeno secondo i sondaggi. Non si vede cosa possa arrestare il vento che soffia nelle vele del Labour party, che dopo quattordici anni dovrebbe proprio tornare al governo di un Regno Unito molto malmesso – dopo l'era orribile di Boris Johnson che il suo blando successore Rishi Sunak non ha saputo archiviare (...) Era chiaro il fallimento di Suniak e l'avvento di Starmer, del quale va messo in evidenza un punto politico forte che egli ha in comune con la grande stagione laburista di Tony Blair. E cioè l'assillo di fare del Labour un autentico partito della Nazione, un termine in voga nei primi anni Duemila quando si trattava di dar vita al Partito democratico e poi ripreso qualche anno dopo da Matteo Renzi che ne era il leader. Un partito cioè in grado di rappresentare e di comporre interessi sociali e territoriali diversi (su quest'ultimo punto è significativo che il Labour possa diventare il primo partito in Scozia, per dire) puntando soprattutto a un obiettivo che alla sinistra italiana di oggi non entra in testa: la produttività, premessa della crescita. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

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All’Ue il protagonismo che merita con la lista Stati Uniti d'Europa

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Pochi politici nostrani parlano di Europa, molti sono anti Ue

Matteo Renzi arriva a presentare i punti della lista Stati uniti d’Europa sulle note di “I am unstoppable” della cantante Sia, e poi inizia citando le aspirazioni europeiste di Luigi Einaudi, punto di riferimento della lista Stati Uniti d’Europa, il progetto politico nato con la leader di PiùEuropa, Emma Bonino. «Condividiamo completamente il senso di urgenza delle parole che Einaudi pronunciava nel 1956 – dice il leader di Italia Viva – quando con il suo appello spiegava il pericolo di una perdita di sovranità se non si fossero fatti gli Stati uniti d’Europa» (...) Sul programma la lista presenta un elenco di dodici punti, che vanno dalla richiesta di abolizione del voto all'unanimità in Europa fino a quella di un premierato a elezione diretta per il presidente della Commissione europea e alla richiesta di un esercito militare europeo: «Perché se l'Europa continuerà a marciare da sola nel mondo della difesa senza una politica militare continueremo ad avere tanti Paesi che non contano niente». Quindi un progetto politico che elenca come priorità la sostenibilità ambientale, ma richiede questa sia necessariamente bilanciata da una seria politica industriale e che, inoltre, auspica l'allargamento dei confini dell'Unione europea all'Ucraina, su cui precisa Renzi «altri sembrano avere atteggiamenti molto altalenanti».Il commento di Ylenia Magnani su Linkiesta.

 

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La tragicommedia della politica italiana

Una politica itaiana di piccolo, anzi piccolissimo, cabotaggio!

Mentre il mondo ribolle, in bilico tra difesa delle democrazie e avvento dell’oscurantismo, da noi si parla d’altro, molto all’italiana, con i piedi saldamente piantati sulle nuvole del politicismo: le liste, le candidature, cioè la fase suprema della politica intesa come scontro personale alla ricerca di un posto al sole, si fa per dire, di Bruxelles. È la lotta politica, nessuno è nato ieri, sappiamo che il destino di alcune famiglie dipende dalle prossime scelte delle segreterie dei partiti, dei capibastone, da come gli gira al capo o alla capa di turno (...) Il Tg1 a trazione meloniana ha aperto l'edizione delle 20 con lo scherzetto di Emiliano ai danni di Decaro menandola per dieci minuti senza rendersi conto che proprio al Tg1 il medesimo Emiliano era tornato indietro, boh, non so, «forse ha ragione Antonio», sono passati diciotto anni... Buffonate, perdite di tempo: ma tutto fa brodo per i Piantedosi e per gli Emiliano, uomini delle istituzioni che alzano la polvere su tutto ciò che toccano (...) Emma Bonino e Matteo Renzi. Almeno è un fatto politico nuovo. Un po' più interessante dell'egocentrismo di Michele Emiliano e del posto numero tre occupato da Elly Schlein.Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

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