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Economia

Sic transit gloria mundi

di Bruno Chiavazzo

Il palazzo delle Botteghe Oscure situato al numero civico 4 a Roma, ha ospitato tra il 1946 e il 2000 la sede del Partito Comunista Italiano. Il “Bottegone” come veniva chiamato sui giornali e dagli stessi militanti, oggi cambia destinazione d’uso e diventa un Hotel a cinque stelle della catena americana Hyatt, con il nome di Thompson. Costruito agli inizi degli anni ’40, si trova a pochi passi da Piazza Venezia, in una posizione a dir poco strategica per raggiungere le principali attrazioni della Capitale: dal Foro Romano al Pantheon,  fino al Colosseo. Una location da urlo per turisti facoltosi e uomini d’affari in grado di sborsare migliaia di euro a notte per alloggiare nelle 69 camere e suite a disposizione. Tra queste c’è la Thompson Suite, 104 metri quadri di superficie, due camere da letto e una terrazza privata che regala una vista mozzafiato sui tetti della Città Eterna e, soprattutto, sull’Altare della Patria. Le stanze grigie che hanno visto aggirarsi Togliatti e Nilde Iotti concubini, Berlinguer, Natta, D’Alema e di quello che fu lo stato maggiore del più grande Partito Comunista dell’Occidente, circondati sempre da un’aura di mistero e sospetti, vedranno da oggi in avanti quegli stessi americani che negli anni passati venivano invitati a tornarsene a casa loro. “America go home”, questo il grido delle manifestazioni organizzate dai comunisti italiani nell’immediato Dopoguerra. Il balcone da cui si affacciavano i dirigenti dopo qualche vittoria elettorale con lo stesso “mood” dei capi sovietici dall’alto della Piazza Rossa di Mosca oggi vedranno turisti in accappatoio che sorseggiano un caffè.  Sic Transit Gloria Mundi, la celebre locuzione latina per indicare come passa la gloria effimera del mondo, ben si adatta ad epitaffio di un’era che sembrava non avere mai fine. Mi è capitato di fare la stessa considerazione qualche anno fa a Varsavia. Mi ritrovai per puro caso, mentre passeggiavo,  davanti all’edificio che era stato per oltre 40 anni la sede del Partito Comunista Polacco, durante la dominazione sovietica. In quel luogo tetro si erano verificate cose inimmaginabili, ebbene oggi ospita un imponente autosalone della Ferrari. Il destino, la sorte, i corsi e ricorsi storici, fatto sta che tutti quelli che hanno in qualche modo dominato, sicuri delle loro convinzioni in nome delle quali hanno fatto le peggiori cose, oggi sono reperti che neanche i musei più scalcagnati vogliono ospitare.