Beppe Severgnini ha pubblicato sul Corriere dela Sera un articolo in cui si chiede quali siano oggi i redditi degli italiani, da dove arrivino, come certe spese e certi prezzi siano possibili. Un tempo, non molto lontano, con mille euro al metro quadro, prima del Covid, qui al nord si poteva ristrutturare un appartamento. Dopo lo sciagurato 110 per cento, il costo è raddoppiato. Dove trova i soldi una giovane famiglia?
Scrive Severgnini: ”Nella mappa Eurostat dei salari netti annuali, corretti per il potere d’acquisto, siamo sotto i 30 mila euro. La media nell’unione europea è 39 mila, in Francia si arriva a 60 mila, in Germania a 64 mila. Secondo Altroconsumo, il 47% degli intervistati dichiara d’avere difficoltà a sostenere i costi della casa, il 43% segnala problemi con le spese sanitarie: c’è da stupirsi?”
E conclude: ”Sono questioni centrali, nella vita di una nazione. Ma pochi sembrano intenzionati ad affrontarle: forse non vogliono, forse non sanno cosa fare. Impotenti il governo, le parti sociali, le associazioni, le professioni, l’opinione pubblica. Tiriamo avanti e ci arrangiamo. Ognuno ha il suo metodo, i suoi agganci, i suoi risparmi, i suoi parenti. Ma i parenti non durano per sempre, i risparmi e gli agganci nemmeno. Il metodo, forse. Ma qual è?”
Scollegamento tra redditi e costo della vita: esiste ormai una sproporzione insostenibile tra i salari e le spese quotidiane. Un esempio concreto è l’esplosione dei costi di ristrutturazione edilizia (raddoppiati da 1.000 a 2.000 euro/mq al Nord dopo l’impatto del Superbonus 110%), o il costo delle vacanze, per le quali una famiglia arriva a spendere un intero stipendio mensile per una sola settimana.
Prospettiva storica e liquefazione del ceto medio: in passato le professioni garantivano un tenore di vita solido (notai tra i ’70 e gli ’80, giornalisti tra i ’90 e i 2000). Oggi la classe media si sta progressivamente impoverendo e disgregando.
Il cuneo fiscale e il lavoro nero: il costo del lavoro gravante sulle imprese è sproporzionato rispetto a quanto percepisce il lavoratore (un manovale edile a Como incassa 1.300 € al mese, ma all’impresa ne costa 3.800 €, portando la tariffa per il cliente a 40 €/ora). Questo divario spinge inevitabilmente verso il lavoro irregolare e il calo della sicurezza sul lavoro.
I dati sul potere d’acquisto: l’Italia soffre il confronto europeo: con un salario netto medio (corretto per il potere d’acquisto) sotto i 30.000 euro annuali, resta molto indietro rispetto alla media UE (39.000 €), alla Francia (60.000 €) e alla Germania (64.000 €). Secondo Altroconsumo, quasi la metà degli italiani ha difficoltà con le spese per la casa (47%) e per la salute (43%).
L’effetto “welfare familiare” e l’inazione generale: le giovani famiglie superano le difficoltà di questo difficile momento grazie all’aiuto economico dei genitori e dei nonni, all’evasione o ai risparmi accumulatori. Governo, sindacati e istituzioni appaiono impotenti di fronte a questa dinamica, mentre la rete di supporto familiare e i risparmi privati sono destinati a esaurirsi.
30 agosto 2026





