Massimo Gramellini ha pubblcato sul Corriere della Sera un delizioso articolo in cui immagina, con la consueta ironia, cosa potrebbe succedere se in Italia diventassero disponibili le targhe automobilistiche personalizzate.
Scrive Gramellini: “Chi ha avuto l’idea di personalizzare le targhe conosce bene la psiche degli italiani. La targa personalizzata esiste anche in Germania — dove per inciso costa 40 volte di meno — ma lì i più trasgressivi ci hanno messo le iniziali dei figli. Qui si scatenerà l’inferno. Il filone calcistico, come quello politico che per faziosità gli è affine, promette di dare soddisfazioni”.
E prosegue: “Il classico «Limortacci2000tua» si espanderà fino a contenere riferimenti a parenti prossimi e collaterali. Conte potrà equipaggiare la sua Jaguar con un «Elly2027acasa» e Vannacci griffare il suo carrarmato col cognome della Meloni rimato in ogni combinazione possibile. Altrettanto successo avranno i regolamenti”.
La sua previsione è che gli italiani, diversamente dai tedeschi, che si limiterebbero a indicare le iniziali dei figli, trasformerebbero questa possibilità in una nuova occasione per manifestare passioni, rivalità e rancori.
L’autore individua soprattutto tre filoni:
- Politica e calcio: le targhe diventerebbero strumenti per esibire appartenenze, insulti e provocazioni tra avversari.
- Vendette personali: qualcuno potrebbe utilizzare la targa per lanciare messaggi all’ex coniuge o persino divulgare informazioni private.
- Creatività e trasgressione: errori grammaticali, giochi di parole e messaggi provocatori troverebbero spazio, mentre le battute politicamente scorrette rischierebbero la censura di un ipotetico comitato di controllo.





