Danilo Taino ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo nel quale sostiene che a Donald Trump sta per sfuggire anche l’unica «vittoria» che poteva rivendicare nei due anni di seconda presidenza quella sorta di protettorato che ha imposto al Venezuela e che gli sta per sfuggire di mano. Il ritorno di María Corina Machado nel Paeseb apre scenari fuori dal controllo del presidente americano. Se a Caracas si apre un processo di democratizzazione che porta a elezioni libere in luglio, come Machado vorrebbe, salta la costruzione trumpiana, cioè l’accordo commerciale con Delcy Rodriguez grazie al quale Washington controllerebbe una parte consistente delle riserve petrolifere venezuelane.
Scrive Taino: “ Machado dice che, se eletta presidente, rispetterebbe quell’accordo ma è improbabile che un sistema democratico consenta di cedere le risorse naturali a un altro Paese. Se invece gli eredi del regime chavista cercassero di impedire il pieno ritorno della democrazia, il Venezuela scenderebbe in ulteriore caos”.
E continua: “.Il conflitto in Ucraina non l’ha fermato «il giorno dopo» essere entrato alla Casa Bianca e nemmeno due anni dopo. Nella guerra con l’Iran non può dire di avere vinto. E i candidati che ha appoggiato in giro per il mondo hanno perso le elezioni: Viktor Orbán in Ungheria, Aleksandar Vucic in Serbia, Flávio Bolsonaro in Brasile, vedremo nelle prossime settimane se Benjamin Netanyahu riuscirà a rimanere Primo ministro d’Israele”.
La tesi centrale: secondo Taino, Donald Trump rischia di perdere il controllo politico del Venezuela, mentre la sua strategia internazionale accumula difficoltà e insuccessi. L’autore mette in discussione l’efficacia di una politica estera fondata sulla pressione economica, sugli accordi di convenienza e sull’influenza personale del presidente americano.
1. Il Venezuela, il punto decisivo
Il ritorno nel Paese di María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana, apre nuovi scenari per il futuro politico di Caracas.
Taino individua due possibili sviluppi:
- Se si arriverà a elezioni libere, come auspica Machado, il Venezuela potrebbe recuperare autonomia democratica. Washington rischierebbe così di perdere il controllo esercitato attraverso l’accordo commerciale con Delcy Rodríguez, che garantirebbe agli Stati Uniti un’influenza rilevante sulle risorse petrolifere venezuelane.
- Se gli eredi del chavismo ostacoleranno la democratizzazione, il Paese potrebbe precipitare in ulteriore caos, mettendo in discussione il ruolo di Trump come garante dell’ordine dopo la cattura di Nicolás Maduro, avvenuta il 3 gennaio.
In entrambi i casi, secondo l’autore, la strategia americana rischia di fallire: o perché il Venezuela diventa più indipendente, oppure perché Washington non riesce a garantirne la stabilità.
2. Una serie di difficoltà sulla scena internazionale
Taino inserisce il caso venezuelano in un quadro più ampio di risultati deludenti per Trump:
- Dazi commerciali: la politica economica simbolo della sua presidenza viene giudicata dall’autore un fallimento.
- Guerra in Ucraina: Trump non è riuscito a porre fine al conflitto, nonostante avesse promesso di farlo rapidamente.
- Conflitto con l’Iran: non può rivendicare una vittoria definitiva.
- Alleati politici stranieri: diversi candidati sostenuti da Trump hanno perso le elezioni, tra cui Viktor Orbán in Ungheria, Aleksandar Vučić in Serbia e Flávio Bolsonaro in Brasile. Rimane inoltre aperta la questione del futuro politico di Benjamin Netanyahu in Israele.
3. Le destre potrebbero prendere le distanze da Trump
Uno dei passaggi più significativi dell’articolo riguarda i rapporti tra Trump e i partiti conservatori europei.
Secondo Taino, le destre possono avanzare elettoralmente, ma rischiano di pagare un prezzo se si identificano troppo strettamente con il presidente americano.
L’autore richiama alcuni segnali:
- Giorgia Meloni deve considerare i rischi che l’associazione con Trump comporta per la politica estera italiana.
- Marine Le Pen in Francia e i conservatori spagnoli potrebbero tenerne conto nei prossimi mesi.
- AfD in Germania ha già preso le distanze dal presidente americano.
4. Le elezioni di metà mandato come banco di prova
Taino indica nelle elezioni americane di midterm del 3 novembre un possibile momento decisivo per Trump. Una sconfitta potrebbe rappresentare un duro colpo politico e ridimensionare la sua capacità di governare e influenzare la scena internazionale.
L’autore riconosce che gli Stati Uniti avevano motivi per modificare le politiche del passato, ma contesta il modo in cui Trump ha cercato di farlo.
Il significato politico dell’editoriale
Il ragionamento di Taino è che la forza di una grande potenza non si misura soltanto nella capacità di imporre accordi o esercitare pressioni, ma anche nella possibilità di ottenere risultati duraturi.
Il caso venezuelano mostra il limite di una strategia che punta a controllare un Paese attraverso intese economiche e rapporti di forza senza risolverne stabilmente la crisi politica. Se la popolazione rivendica istituzioni democratiche e maggiore indipendenza, il controllo esterno può diventare difficile da mantenere.
In conclusione: Taino descrive una presidenza che rischia di vedere ridimensionate le proprie ambizioni in campo economico, militare e diplomatico. Il Venezuela diventa così il simbolo di una contraddizione: Trump vuole dimostrare la propria capacità di imporre ordine, ma potrebbe scoprire che la pressione esercitata dall’esterno non garantisce né stabilità né controllo politico duraturo.
29 ottobre 2026





